Bionic compie 10 anni

C’era una volta Christina Aguilera: una delle cantanti pop di maggior successo del nuovo millennio pubblicava poco più di 10 anni fa il suo quinto album in studio, Bionic, rilasciato il 4 giugno del 2010 nel mercato internazionale. Bionic è stato un punto di svolta nella vita professionale, e non solo, di Xtina, determinando un cambiamento radicale del suo impatto sulla musica contemporanea.

Dal punto di vista commerciale infatti Bionic fu un insuccesso, il primo della fino ad allora sfolgorante carriera discografica della Aguilera: debutto da 110 mila copie nella prima settimana negli Stati Uniti, Bionic riuscì a conquistare la vetta della classifica inglese, ma finì per vendere solo 850 mila copie nel mondo. Considerando che Christina Aguilera (1999), Stripped (2002) e Back to Basics (2006) avevano fino ad allora venduto rispettivamente 15, 11 e 5 milioni di copie, il flop risultò ancora più evidente. Da allora l’influenza a livello commerciale di Xtina non è stata più la stessa: Lotus (2012) è andato ancora peggio di Bionic, e ha determinato una pausa di ben 6 anni dalla musica per la Aguilera, ritornata con il bel Liberation nel 2018, un ottimo disco senza però buoni riscontri di vendite.

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Bionic, so damn bionic. #TheXTour

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Ora, ad un decennio di distanza, possiamo dirlo: Bionic è stato tremendamente sottovalutato, maltrattato dai critici e dai fan perché molto avanti rispetto ai tempi e diverso dal tipo di musica a cui Xtina aveva abituato. Tutto questo ingiustamente, dal momento che l’album, se ascoltato senza pregiudizi, è un progetto davvero ben fatto. La premessa fatta dalla stessa cantante è quella di prepararsi ad un album molto futurista, con un uso massiccio della tecnologia e una sperimentazione a livello di testi, produzione e voce che può lasciare un po’ interdetti all’inizio, ma che è un ottimo esempio di album elettro-pop ben confezionato.

Not Myself Tonight, primo singolo estratto, è stata l’unica canzone ad avere moderato successo, raggiungendo la 23esima posizione nella classifica Billboard, accompagnato da un video criticato per i suoi rimandi a Human Nature di Madonna, Sweet Escape di Gwen Stefani e al senso del fashion di Lady Gaga, allora in piena ascesa con The Fame Monster. Di certo non originale, il video del singolo tuttavia rende bene l’idea espressa dal testo della canzone: voglia di sperimentare, cambiare, provare, senza porsi limiti e perdendo anche il senso della misura, con riferimenti all’S&M, contenuti implicitamente erotici, tutine di latex nero e capigliature sempre diverse.

Woohoo, singolo promozionale, è un altro pezzo a forte contenuto erotico, con la collaborazione dell’allora quasi sconosciuta Nicki Minaj, con vocals mixati, un ritmo sincopato e scandito da applausi di sottofondo. Non una delle migliori collaborazioni di sempre, ma di sicuro un ottimo biglietto da visita della nuova Xtina.

Altro singolo stranamente ignorato è la meravigliosa ballad You Lost Me, canzone sul tradimento, la violenza e tutto ciò che di difficile si può trovare in una relazione tossica. You Lost Me è uno dei migliori pezzi lenti della Aguilera dai tempi di Stripped, e mette in mostra tutte le qualità canore di Christina, la ricchezza della sua voce, capace di essere delicata ma anche esplosiva, bassa e poi incredibilmente alta.

Ma Bionic è molto più dei suoi estratti: Desnudate, parzialmente in spagnolo, è una traccia ricca di energia e sensualità, Glam un inno al fashion come pochi ce ne sono stati, Lift Me Up un’altra bellissima ballad che rallenta l’ascolto nel turbinio di ritornelli scoppiettanti e testi trasgressivi. Il tutto si conclude con una canzone che è un gioiellino, quella I Am (Stripped) che fa da coronamento del percorso Bionic, fatto di rifiuto di etichette, di ribellione, ma anche di introspezione e messa a nudo delle proprie difficoltà.

Insomma, Bionic è stato ingiustamente snobbato, e mi auguro che in occasione di questa ricorrenza possa tornare un po’ alla ribalta, come successo recentemente per altri album sottovalutati. Partendo infatti da Twitter molti fan hanno lanciato delle campagne a favore degli album delle loro beniamine di scarsa rilevanza per il grande pubblico, campagne che hanno contribuito alla loro riscoperta. E=MC^2 (2008) di Mariah Carey ha raggiunto la prima posizione nella classifica iTunes degli album più venduti negli States, risultato emulato nelle settimane successive da Bedtime Stories (1994) di Madonna e Glory (2016) di Britney Spears. Il mondo ha ancora bisogno di pop ed in attesa di nuovi lavori validi sono stati riscoperti vecchi dischi troppo poco considerati all’epoca. Speriamo che questo sia il turno di Bionic!

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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