Truth- Il prezzo della verità

Nella mia recente scoperta dei film sul giornalismo ho trovato, grazie a mia madre, questa perla del giornalismo d’inchiesta, che ha avuto due grandi meriti: il primo, di avermi fatto ancora più innamorare di questo genere, il secondo, di avermi fatto scoprire la straordinaria bravura di Cate Blanchett come attrice.

Truth- il prezzo della verità è ispirato a Truth and Duty: The Press, the President and the Privilege of Power, libro di memorie scritto dalla giornalista Mary Mapes, che nel 2004 aveva avviato un’inchiesta per indagare sul servizio militare dell’allora presidente George W. Bush, il quale negli anni ’70 era riuscito ad evitare il Vietnam per un perverso sistema di privilegi e infrazione della legge. Nel tentativo di dimostrare la colpevolezza di Bush e di quanti lo avessero favorito tuttavia emerge fuori la grossa difficoltà del giornalismo d’inchiesta: meticolosità, precisione e affidabilità delle fonti sono fondamentali, ma spesso quando ci si trova di fronte a poteri enormi anche queste non possono bastare. La stampa seria sembra essere messa all’angolo con mezzi non sempre leciti da chi ha denaro, legami e potere, ed è così che Mapes ed i suoi collaboratori vengono smentiti, contrattaccati, infangati dalla stampa, aggrediti dagli stessi dirigenti della CBS.

Sinceramente non mi spiego il fallimento commerciale di Truth, capace di incassare appena 5,6 milioni di dollari: il film è interessante, la storia avvincente, ed il ritratto assai realistico del lavoro di insabbiamento fatto nei confronti delle verità più scottanti lo rende assai appetibile, soprattutto perché fa vedere come le vite dei giornalisti siano spesso quasi distrutte da scandali di questo genere: stress, incapacità di fidarsi, critiche da colleghi e superiori, necessità di rendere conto del proprio orientamento politico, della propria imparzialità.

A dimostrare tutto questo è una incredibile Cate Blanchett, una Mary Mapes coraggiosa, grintosa, ma vinta dall’ingiustizia, screditata, piegata dallo stress e privata del proprio lavoro. Cate fa ridere e soffrire, reggendo meravigliosamente il film. Si può percepire la sua amarezza nel vedere Bush rieletto, così come la sua decisione nello smentire le accuse fattele dai membri della commissione d’indagine.

A completare un duo dal palmares stellare è Robert Redford, nella parte di Dan Rather, un veterano giornalista coinvolto solo parzialmente nella vicenda, ma fortemente a sostegno di Mary e del suo eterogeneo team.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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