Benvenuti su Chromatica, dove asciugarsi le lacrime ballando

L’abbiamo aspettata a lungo, la nuova Lady Gaga: da quando la pandemia ha sconvolto il mondo, il suo sesto album in studio, Chromatica, il primo dopo 3 anni e mezzo, è stato rimandato e ha rischiato di non uscire prima dell’estate. Ma, fortunatamente, così non è stato, e Mother Monster è tornata nel mondo del mercato discografico il 29 maggio.

Un ritorno atteso

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Chromatica, anticipato dai singoli Stupid Love, Rain On Me con Ariana Grande e Sour Candy con le BlackPink, aveva il non facile compito di soddisfare le aspettative di un ritorno di Gaga nel mondo della musica pop di successo. Affondata commercialmente con Joanne, album del 2016 che ha venduto appena (si fa per dire) 1,5 milioni di copie, Gaga è rinata grazie all’incredibile successo del suo primo film da protagonista, quell’ A Star Is Born che l’ha consacrata come attrice di alto livello e cantautrice e vocalist straordinaria. La colonna sonora, numero 1 in America, ha venduto 6 milioni di dischi e le è valsa ben 4 Grammy Award, un Oscar, un Golden Globe e decine di altri premi.

Un album dance-pop elettronico e accattivante

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#CHROMATICA ⚔️💓 2 DAYS

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Il ritorno, si diceva, era tanto atteso, e Gaga stavolta non ha tradito la fiducia dei fan: Chromatica è infatti, dal punto di vista dell’impatto visivo così come quello della produzione musicale, a metà fra un ritorno al periodo di gloria 2008-2013 e un passo in avanti verso una musica più matura e personale. Album pop con una fortissima componente dance, il sesto progetto discografico della Germanotta è stato pensato per far ballare, e infatti dall’inizio alla fine ha un ritmo forte, sincopato, quasi aggressivo, energico e coinvolgente. I bassi onnipresenti, l’uso massiccio di sintetizzatori e quello sporadico di autotune danno vita ad una musica con venature elettro-pop, suoni robotici e ritornelli catchy, il tutto in una struttura coerente, il cui limite è forse quello di essere leggermente ripetitiva e non dare spazio a momenti di respiro, se non con i tre interludi di archi Chromatica I,II,III davvero belli e ben inseriti nel contesto.

I testi punta di diamante

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… water like misery ⛈ #RainOnMe 5/22

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Ciò che tuttavia mi ha maggiormente colpito di questo lavoro pensato per far ballare sono i testi: in molti hanno sostenuto che questo sia l’album più personale della cantautrice, e io non potrei essere più d’accordo. In quasi tutte le tracce si affrontano dolore, sofferenza emotiva, i problemi che Gaga ha con se stessa. L’idea di rendere pieno di energia musicale positiva qualcosa che ha che fare con le difficoltà mi è piaciuto davvero molto: ballare per asciugare le lacrime e sapere che tutto passerà e si è abbastanza forti per andare avanti.

Canzone per canzone

Alice: uno di quei pezzi con un concetto dietro davvero bello e ben sviluppato, ma che a mio parere sarebbe potuto essere sviluppato molto meglio.

Free Woman è una traccia da cui mi aspettavo di più: il contenuto è buono e alcuni versi come “I’m still something if I don’t got a man” spiegano bene l’intento di emancipazione femminile della traccia, ma il pezzo non sembra mai arrivare ad esplodere.

Fun Tonight migliora con gli ascolti, ed è una delle tracce con le migliori sonorità ed una parte vocale davvero notevole. “You know the paparazzi love the fame even know that it causes me pain” poi è uno dei versi migliori dell’intero LP, che richiama anche etimologicamente gli esordi di The Fame e la super hit Paparazzi.

911 è uno dei miei pezzi preferiti, con un ritmo martellante che entra in testa, un crescendo di bassi che dà una grande carica e il ritornello, quel “my biggest enemy is me / call the 9-1-1” con voce robotica che è una delle maggiori espressioni di quella preoccupazione e sofferenza cheè però elaborata attraverso un dance forte. Questo sì che ha le potenzialità per essere un gran singolo.

Plastic Doll è un po’ una sorpresa in positivo, con Gaga che canta in un tono molto alto e il ritornello che spacca, fino ad arrivare ad un momento più melodioso e meno sincopato che è davvero bellissimo e infine ritornare alle sonorità ritmate.

Enigma ha un ottimo inizio, non spicca né per testo né per produzione, tende a passare più inosservata rispetto alle altre tracce, ma ha al suo interno alcune parti molto intense.

Replay ha una carica incredibile, un testo che fa tantissimo male e racconta ancora una volta delle cicatrici di una vita che non è facile, di relazioni che possono essere distruttive, ma lo fa con un sound ipnotico. Penso che questa sia una delle migliori registrazioni dance dell’ultimo decennio.

Sine From Above, duetto con il leggendario Elton John, è una delle perle del disco, un duetto in cui entrambi cantano benissimo e regalano un intreccio di voci su un sottofondo musicale notevolissimo.

1000 Doves è forse la più bella canzone dell’album, con un ritmo leggermente diverso: è ciò di più vicino ad una ballad che potrete trovare in Chromatica, è piena di sentimenti veri, personale, ricca di positività pur essendo malinconica. La versione al piano, contenuta nell’edizione Deluxe, è forse ancora superiore, più toccante e piacevole.

Babylon è una figata assurda, con un inizio quasi rappato ed un ritornello super accattivante. Effettivamente in parte richiama la splendida Vogue, capolavoro di Madonna datato 1990, ma la somiglianza è molto limitata. Il riferimento biblic osi attualizza in una battaglia che ciascun* di noi deve portare avanti per se stess* e il proprio benessere, ma può anche essere preso come un inno contro ogni forma di sopruso. Una traccia dotata di un fascino incedibile e testimone della poliedricità di questa artista.

Love Me Right, anch’essa contenuta solo nell’edizione Deluxe, è carina, piena di buoni propositi e positività nel testo, meno incisiva delle altre tracce, tutte molto potenti e grintose.

I singoli

Non si può parlare di Chromatica senza citare i singoli, veri apripista verso questo mondo avveniristico. Se Stupid Love a me piace moltissimo ed è ottimo come inizio a metà fra dance e pop, pur con un video particolarmente poco curato e un testo fra i meno significativi del disco, Rain On Me è un concentrato di coraggio, forza spirituale e voci incredibili, un vero gioiellino pop, mentre Sour Candy è sì breve e non troppo sviluppata, ma assolutamente ipnotica.

Insomma, un album non innovatore e con poca varietà, ma senza dubbio davvero bellissimo, pieno di tracce forti, tant’è che è davvero difficile stabilire un prossimo, eventuale, singolo. Gaga è tornata a unire il pop commerciale i testi più profondi di quanto non sembri, con look post-apocalittici ed estetica da paranormale, è tornata a dare energia e a catturare con un lavoro più coerente e con pochi punti deboli, tornata a fare quello che le riesce meglio: catalizzare l’attenzione con qualcosa che difficilmente sarebbe potuto essere fatto da qualcun’altr*.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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