Tanti auguri Cher: (non) breve elogio di un essere mitologico, i film da vedere e le canzoni da ascoltare

Cherylin Sarskian LaPierre, semplicemente Cher, nasceva il 20 maggio del 1946. Oggi compie 74 anni, di cui 55 passati sotto i riflettori, ed è mio dovere, in quanto fan e appassionato di musica pop e di cinema, ricordarla, elogiarla, spiegarla a chi, fra i più giovani, non la conosce (sacrilegio).

File:Sonny and Cher 1971.JPG - Wikipedia

Cher è un’icona senza tempo, una donna che ha attraversato decenni di cambiamenti restando sempre sul pezzo. Nata da padre armeno e madre (quella eterna Georgia Holt ancora in forma a 94 anni suonati) di origini cherokee e inglesi, Cher è costretta a lasciare la scuola a 16 anni per una grave forma di dislessia non diagnosticata, e lo stesso anno, il 1962, incontra in un bar di Los Angeles Sonny Bono, aspirante musicista di origini italiane. Da lì nasce tutto: i due fanno coppia nella vita privata ed in quella professionale e il duo Sonny & Cher diventa un fenomeno commerciale subito al debutto, avvenuto nel 1965, con la hit I Got You Babe capace di raggiungere la numero 1 della Billboard Hot100. Sonny lavora come un pazzo per scrivere e produrre musica sia per la coppia che per Cher come solista e l’allora giovanissima cantante scala le classifiche con Tell Him, All I Really Want to Do, la celebre cover di Bang Bang, i capelli chilometrici e quel look da hippie, così particolare per una che non fumava né beveva.

Partecipa al Festival di Sanremo, ottiene la conduzione con Sonny di un programma di varietà e diviene una delle più famose donne degli States: il Sonny & Cher Comedy Hour ha un pubblico vastissimo fra il 1971 ed il 1975 e Cher si aggiudica anche un Golden Globe per la migliore attrice televisiva nel 1974. Nel frattempo, dopo anni di difficoltà in ambito musicale, e dopo essere divenuta madre di Chastity, bambina nata nel 1969, ritorna ad avere una carriera discografica notevole, raggiungendo tre volte la vetta della classifica Billboard fra il 1971 ed il 1974, con pezzoni indimenticabili come Gypsy, Tramps & Thieves, Half Breed e Dark Lady.

Divorzia da Sonny e si sposa con il cantante rock Gregg Almann, da cui ha il secondo figlio, Elijah, nel 1976. Eccezion fatta per Take Me Home, ottimo album pop-dance del 1979, gli anni seguenti alla fine dello show sono difficili, con album poco venduti ed un nuovo divorzio. Fra il 1979 ed il 1982, anticipando di decennio le varie Dìon, Gaga, Lopez e Spears, ha una residency di successo a Las Vegas, ma quello che sembra un addio agli splendori di un tempo non lo è in realtà assolutamente. Abituatevici, perché Cher è stata data per finita tante volte, ma è la più tosta delle fenici.

E così negli anni ’80, partendo da Broadway, si reinventa come attrice, e intendo attrice di altissimo livello: dopo aver debuttato in Jimmy Dean Jimmy Dean nel 1982, diviene una delle interpreti di maggior successo degli decennio. Vince un Golden Globe e viene candidata agli Oscar per la sua performance in Silkwood(1983), a fianco di Meryl Streep, vince il premio alla miglior attrice a Cannes per Dietro la maschera(1985), recita accanto a Susan Sarandon e Michelle Pfeiffer in Le Streghe di Eastwick (1987) e infine trova la consacrazione con la vittoria del Golden Globe (il terzo) e dell’Oscar alla miglior attrice protagonista nella commedia, davvero piacevolissima, Stregata dalla Luna (1987).

Nello stesso anno torna a incidere e i suoi due album dopo la pausa hanno numeri da capogiro: Cher, del 1987, vende oltre 5 milioni di copie, mentre Heart Of Stone, del 1989, gioiello pop-rock, vende addirittura 12 milioni di dischi (più di qualsiasi altro album di Taylor Swift, Beyoncé, Gaga e Katy Perry, per dire), e regala un paio di perle come Just Like Jesse James e la mega-hit If I Could Turn Back Time (numero 3 su Billboard). Nel 1990 recita in Sirene, a fianco di una giovanissima Winona Rayder, mentre nel 1996 è di nuovo a Sanremo, per promuovere il suo nuovo album It’s a Man’s World, che non riesce a vendere come i precedenti. Ma non preoccupatevi, che il ritorno a livelli eccelsi è dietro l’angolo.

Believe, datato 1998, è un tripudio di pop e musica dance, con la title track capace di raggiungere la vetta della Hot100, rendendo Cher la più anziana artista ad avere una numero 1, alla soglia dei 53 anni. Strong Enough, Dov’è l’Amore?, The Power: ogni canzone del disco è fantastica e Cher è di nuovo la regina delle classifiche: nel 1999 canta al SuperBowl, mentre a fine anno l’album supera i 16 milioni di copie vendute, e nel 2000 le fa vincere il Grammy alla miglior registrazione dance.

Ma se pensiate che sia abbastanza Cher, nel frattempo tornata al cinema sotto la guida di Zeffirelli nel delizioso Un tè con Mussolini (1999), vi smentirà di nuovo: il mastodontico tour d’addio (diventato arrivederci) è un tale successo da andare avanti per 3 anni, fra il 2002 ed il 2005, per un totale di 326 spettacoli e addirittura 250 milioni di dollari incassati. Cher regala costumi strepitosi, accessori appariscenti, luci stroboscopiche, parrucche multicolor e una serie di esibizioni indimenticabili, che le valgono la vittoria di un Emmy Award nel 2003. Dopo una breve pausa eccola ancora lì, sul palco, a sessant’anni suonati, a Las Vegas (2008-2011) prima, in tour poi (2014), per promuovere il nuovo album Closer to the Truth (2013), uno dei migliori album dance che io conosca, con tracce come Woman’s World, Take It Like a Man e My Love che sono a dir poco spettacolari. Nel mezzo c’è tempo per un altro ruolo iconico e calzante, quello di Tess, direttrice di un club in Burlesque (2010), a fianco di Christina Aguilera, film che vede Cher impegnata a cantare parte della colonna sonora.

Infine, dopo un paio di anni lontana dalle scene, l’eterna dea del pop ritorna ad esibirsi: la routine di Cher nel corso degli ultimi 3 anni è stata superiore per intensità e numero di progetti di quella di praticamente ogni altro essere vivente dello show-business. Il nuovo album, Dancing Queen (2018), disco di cover degli ABBA, è una meravigliosa unione di due grandi carriere, e, ha venduto più di 520 mila copie. La nostra Cher ha trovato l’ispirazione dopo aver ricoperto il ruolo di nonna Ruby in Mamma Mia! Here We Go Again (2018), di nuovo a fianco di Meryl.

File:Cher at Farewell Tour.JPG - Wikimedia Commons

Altra residency a Las Vegas, 104 shows e 53 milioni di dollari incassati fra il 2017 ed il 2020, altro tour a giro per il mondo: lo Here We Go Again Tour (2018-2020) ha reso Cher la prima artista over 70 ad avere guadagnato oltre 100 milioni di dollari per una serie di concerti, confermando il suo status di icona, leggenda, donna dei record e vocalist senza tempo. Solo il Covid-19 ha potuto, temporaneamente, fermarla, ma i progetti futuri sono tantissimi: due nuovi film, il tour da completare ed il secondo disco di cover degli ABBA.

File:Cher in 2019 cropped.jpg - Wikipedia

Perché lei è Cher, vive in una dimensione senza tempo, è come conservata sotto teche di cristallo: anziché invecchiare continua imperterrita nella sua strada, fatta di cadute ma soprattutto di successi, di concerti fastosi, di uno stile esageratamente avanti con i tempi e una passione senza freni per quello che fa. Fra 10 anni sarà sempre lì, in cima alle classifiche e negli stadi di tutto il globo, a far vedere che niente e nessuno può fermarla. Dopotutto, se la chiamano la Dea del Pop, dovrà pur essere immortale. Auguri mito.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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