Il Signore degli Anelli- Le due torri

Battaglie memorabili, musiche perfette, effetti speciali, stavolta sì, straordinari, e dialoghi che attingono alla miglior letteratura: Il Signore degli anelli – Le due Torri è un concentrato di elementi che, messi insieme, funzionano alla perfezione. I percorsi della compagnia formatasi nel corso del primo film sono ormai separati, disgiunti, ma l’andamento narrativo fa sì che ciascuno di essi venga seguito con attenzione, che proprio quando lo spettatore sta quasi per notare l’assenza di Frodo e Sam questi ritornino a fare da padroni sul grande schermo.

Un viaggio, quello di Frodo e Sam, che è estremamente emozionante: è emozionante e profondamente ammirevole la loro resilienza, la loro capacità di andare avanti nonostante si sentano inadatti a questo compito gravoso, a questo onere difficilissimo. Il tutto guidati da una delle più meschine creature realizzate attraverso un eccellente lavoro digitale, Gollum, i cui monologhi trasmettono un senso di compassione, stupore ed alienazione davvero forte.

Nel frattempo Aragorn, Legolas e Gimli, riunitisi a Gandalf, devono liberare il sovrano di Édoras, Théoden, sotto gli incantesimi di Saurman e l’influenza dell’alleato di questi, Grima, non procedere ai preparativi per contrastare le forze di Sauron. Contro queste si muove anche Faramir, fratello di Boromir, che fa prigionieri Frodo e Sam.

Nel frattempo Pipino e Merry devono convincere Barbalbero e gli altri Ent (magiche creature della foresta) a partecipare alla battaglia. Come nel precedente film ciascuno ha un ruolo importante, e questo contribuisce ad affezionarsi maggiormente a tutti loro.

Il momento saliente è chiaramente la battaglia del fosso di Helm, che inizia di notte, sotto una pioggia fortissima e con incredibili quantità di uomini da un lato e dall’altro e riserva una quantità incredibile di colpi di scena, di azioni spettacolari, di continui pericoli scampati grazie all’abilità ed al coraggio dei protagonisti, su tutti Aragorn e Legolas, che si concede anche una gara con il nano Gimli su chi riuscirà a fare più vittime fra gli avversari.

Qualche pecca, come il poco spazio dato per inquadrare nuovi personaggi come Éowyn o Éomer, c’è ma la maestosità del tutto riesce a coprire bene i piccoli affanni della sceneggiatura.

Insomma, pur essendo magari meno spettacolare del terzo capitolo e meno denso di eventi del primo, Le due torri non può non intrigare, se non altro per il grandissimo lavoro di post-produzione fatto, per la solennità degli eventi narrati e per la curiosità di seguire questi personaggi così ben costruiti fino in fondo.

Un indice di critica

Nonostante dei tre film della saga Le due torri sia quello meno lodato, i risultati sono l’indice di come anche il meno riuscito di questi capitoli sia un film di egregio lavoro tecnico e non solo. Premiato con 2 Oscar, per gli effetti speciali e il montaggio sonoro, Le due torri ha vinto 3 BAFTA su 10 candidature e 4 Saturn Awards (i premi per le opere di fantascienza, fantasy e horror) su 10 candidature, venendo applaudito per le scenografia, la regia di Jackson e la prova di Viggo Mortensen.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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