Piccole donne

Le donne, loro hanno una mente ed un’anima, oltre al cuore, e hanno talento e ambizioni oltre che la bellezza. Sono così stanca di sentirmi dire che l’amore sia l’unica cosa per cui una donna è fatta, sono così stanca di questo.

Jo March
Sulle orme del nuovo "Piccole donne" in Massachusetts

Delicato, brillantemente diretto, con una colonna sonora meravigliosa, che accompagna la narrazione come esprimendo, con semplici tocchi di piano, emozioni, ricordi, nostalgia, desideri, familiarità, dolcezza, preoccupazione. Tutto questo è solo una piccola parte di Piccole donne, film sceneggiato e diretto da Greta Gerwig (Lady Bird).

Di versioni cinematografiche del famosissimo romanzo di Louisa May Alcott, pietra miliare della letteratura nordamericana, ne sono state fatte parecchie, ma avevamo davvero bisogno di questa rivisitazione. Sì perché Greta Gerwig toglie alla splendida storia della Alcott quell’alone da romanzo di formazione da far leggere alle ragazzine ingiustamente attribuitole, risaltandone complessità e profondità e attingendo a piene mani al propria talento per creare un’opera visivamente meravigliosa.

Piccole donne è la storia delle quattro sorelle March, giovanissime ragazze del Massachusetts che crescono durante la guerra di secessione (1861-1865), lontane dal padre, volontario fra gli unionisti, facendo amicizia con il vicino Theodore Laurence, ricco e simpaticissimo ragazzo che ha perso i genitori e vive col nonno, studiando sotto la guida del professor Brooke.

Nell’edizione originale Little Women comprende i due romanzi che nell’edizione italiana sono Piccole donne e Piccole donne crescono, e Greta Gerwig organizza la struttura come un continuo avanti e indietro fra i due momenti, alternando le vicende delle ragazze fra l’inverno del 1861 e quello del 1862 con quelle di 7 anni dopo, periodo in cui Jo lavora come scrittrice ed istitutrice a New York e Amy è in viaggio a Parigi, dove incontra Laurie, con la ricca zia March.

Questi cambiamenti repentini possono talvolta rendere difficile seguire il corso della storia, ma nella maggior parte dei casi sono collegati con una sapienza cinematografica non indifferente, da elementi comuni: la chiave dell’ufficio postale del bosco fa da ponte, così come la malattia di Beth, le gite al mare, con le stesse inquadrature che cambiano solo di tonalità nel passaggio da un momento all’altro.

Siamo così inseriti in una realtà familiare fatta di tanti sacrifici, piccole gioie, di amicizia e sorellanza, di furenti discussioni e gelosie, di riappacificazioni e di lavoro su se stesse. Meg, Jo, Amy e Beth sono diversissime e, pur volendosi un gran bene, spesso hanno discussioni, incomprensioni, così come spesso si aiutano e sostengono, rincorrendo ciascuna i propri sogni. C’è chi, come Jo, vuole indipendenza, cultura, scrittura, chi come Amy vive di arte e occasioni mondane, chi come Meg sogna l’amore e chi, come Beth, talentuosa pianista, si accontenta di ciò che ha e di ciò che può dare.

Saoirse Ronan and Timothée Chalamet 'Swap' Civil War-Era Costumes ...

C’è Laurie, amico di tutte ma profondamente innamorate di Jo, giovane bel ragazzo che vuole vivere senza responsabilità, c’è l’anziana e cinica zia March che ritiene che una donna debba concentrarsi esclusivamente nel cercare un buon partito, c’è la paziente ed allegra mamma Marmee, e l’affascinante signor Brooke, che si innamora della bella Meg.

Il tutto è perfettamente inquadrato nel contesto di povertà, di difficoltà legate alla guerra, sullo sfondo di paesaggi mozzafiato fatti di foreste splendide, candide spiagge e grandi case ottocentesche, con splendide costumi e, soprattutto, dialoghi intelligenti.

Sono solo una donna, ed in quanto donna non ho modo di guadagnarmi dei soldi. Non abbastanza per vivere o per mantenere una famiglia, e se avessi soldi miei, cosa che non ho, questi apparterrebbero a mio marito, e se avessimo bambini questi sarebbero suoi, non miei. Quindi non stare lì a dirmi che il matrimonio non è una questione economica perché lo è. Potrebbe non esserlo per te, ma per me lo è.

Amy March

Perché Greta Gerwig ha voluto sottolineare la condizione delle donne dell’epoca, costrette a dipendere, a non essere mai libere, a non aver modo di eccellere individualmente in una società patriarcale, in cui una donna non possedeva niente ne poteva “farsi strada nella vita da sola“, come vorrebbe invece Jo, che non si piega alle convenzioni, ai pregiudizi e ai ruoli prestabiliti, andando oltre la binaria concezione del genere, vivendo per se stessa anziché essendo un “ornamento della società”. Questa forza, questo coraggio troppo spesso passato sotto silenzio, sono una fonte di indicibile ispirazione e motivazione per me. Piccole donne è denso di un suo femminismo, di una sua essenza di libertà e giustizia che non lascia indifferenti: gli unici legami sono quelli veri, quelli dell’amore.

little women 2019 | Tumblr

A rendere il complesso indimenticabile ci pensa un cast eccezionale, in cui brilla di luce propria una caparbia, emozionante, audace Saoirse Ronan, candidata agli Oscar, nel ruolo dell’intraprendente Josephine March. Ma se la stella è Saoirse, a dimostrare talento inaspettato è Florence Pugh, nel ruolo di una Amy che sa essere capricciosa, infantile e frivola per poi divenire elegante ed appassionata, ben coadiuvata dal bellissimo e sempre bravo Timothee Chalamet, un Teddy Laurence praticamente perfetto, divertente, innamorato, sinceramente preso da sentimenti forti. A chiudere questo affresco di talento giovanile ci pensa Emma Watson, la misurata, intelligente e bellissima Meg: una Emma sublime, che sa far passare quella sensazione di saggia sorella maggiore ma allo stesso tempo ragazza che ha ancora tanto da imparare. Se aggiungete una straordinaria, straordinaria Meryl Streep nel ruolo dell’esilarante zia March, avrete il miglior gruppo di attori dell’anno.

Little Women (2019) Movie Posters | Woman movie, Meryl streep ...

Le uniche piccole imperfezioni sono il doppiaggio del professor Bhaer, interpretato da Louis Garrel, e la mancanza di cambiamenti fisici evidenti nei personaggi nel passare degli anni. Piccoli difetti che non fanno altro che risaltare la bellezza di un film estremamente coinvolgente e meravigliosamente narrato.

Perché queste Piccole donne sono imperfette, in divenire, si mettono in discussione e a volte cadono, soffrono, ma si rialzano, con una determinazione e l’appoggio sicuro che ciascuna trova nell’altra, divenendo compagne ideali di tutte e tutti nel percorso della vita.

Little Women' released! How Greta Gerwig reimagined Louisa May ...

“Il miglior film dell’anno”

Piccole donne è stato lodato da critici e giornalisti di tutto il mondo: Time e il National Board of Review l’hanno inserito nella lista dei migliori dieci film del 2019, mentre il Wall Street Journal l’ha definito “il miglior film dell’anno”. Il New York Times lo ha descritto come “un dono assoluto“. Empire, The Guardian, Time Out e il Telegraph hanno dato tutti 5 stelle su 5 alla pellicola, che su Rotten Tomatoes ha ottenuto il 95% di giudizi positivi.

Candidato a 9 Critics’ Choice Awards, 5 BAFTA, 2 Golden Globes, Little Women ha ottenuto 6 candidature ai premi Oscar, al miglior film, alla miglior sceneggiatura non originale a Greta Gerwig, alla miglior colonna sonora ad Alexandre Desplat, miglior attrice protagonista a Saoirse Ronan, miglior attrice non protagonista a Florence Pugh, vincendo per i Migliori costumi per il lavoro svolto da Jacqueline Durran.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

4 pensieri riguardo “Piccole donne

  1. Questo film mi è piaciuto molto. Io mi sono rivista parecchio in Beth. È una storia con un messaggio potente e importante. Insegna che ogni strada è valida se sei felice di averla e sei donna in tutti i modi anche se non vuoi figli. Ogni sorella è diversa dall’altra ma dopotutto tutte loro vogliono la loro emancipazione. La storia di Beth, proprio perché me la sentivo più vicina, mi ha fatto più male delle altre. Alle volte i salti temporali mi hanno confusa ma è indubbiamente un film magnifico che deve essere visto da più gente possibile.

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  2. Esatto. Beth ha lottato finché ha potuto ma alla fine si è dovuta arrendere mentre le altre tre ci sono riuscite a modo loro. Una delle scene che mi ha fatto più rabbia, in quanto aspirante scrittrice, è stata quella dove Amy brucia il manoscritto di Jo per ripicca. Forse è la più immatura delle quattro ma alla fine anche lei lancia un messaggio fondamentale che ti arriva come uno schiaffo in pieno viso. Dopo quella frase l’ho rivalutata e mi è quasi dispiaciuto per lei. Diciamo che un’altra pecca anche se è una sciocchezza è il doppiaggio del professore. Non riuscivo ad ascoltarlo il suo italiano ahah anche perché a quanto pare l’attore si è autodoppiato con risultati opinabili ma dettagli xD

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