Rent (2005) e la Vie Bohème

Era da parecchio tempo che questo film mi incuriosiva, perché ho sempre adorato i musical e lo stile di vita bohème mi è sempre sembrato un ideale intrigante. Qualche mese fa si parlava anche di un possibile riadattamento cinematografico di Rent e l’idea mi aveva affascinato molto, ma poi i rumors sono stati messi a tacere.

Rent è un musical partito Off Broadway nel 1996, per poi sbarcare a Broadway e anche in Europa negli anni successivi, divenendo uno dei più grandi successi degli anni ’90, tanto che il libretto, scritto da Jonathan Larson, ha vinto il Premio Pulitzer, e lo spettacolo ha ottenuto 4 Tony Awards e 6 Drama Desk Awards.

Quando nel 2005 è uscito nelle sale, l’adattamento cinematografico, diretto da Chris Columbus (Harry Potter e la pietra filosofale) e sceneggiato da Stephen Chbosky (Noi siamo Infinito), non ha avuto il riscontro positivo che avrebbe meritato, incassando meno di quanto fosse stato speso per realizzarlo.

Secondo me in questo caso il senno di poi dovrebbe aiutarci a rivalutare ciò che è stato: Rent è un musical meraviglioso, con canzoni splendide, come la meravigliosa La Vie Bohème A, che descrivono perfettamente un insieme di situazioni che sono personali, artistiche, di classe, sociali, storiche. Il gruppo di protagonisti è seguito nella sua vita difficile nei sobborghi della New York fra il Natale del 1989 e quello del 1990: sono tutti spiantati sognatori che danno molto più valore all’arte in quanto tale che al suo riscontro commerciale, che non possono pagarsi l’affitto e devono fare i conti con un sacco di problemi davvero seri.

La trama e i protagonisti

Roger è un cantante senza un soldo che non riesce a comporre nuova musica ed è da poco uscito dalla disintossicazione, Mark un regista che è stato lasciato da Maureen, cantante esuberante e affascinante, che si è messa con Joanne, avvocatessa nera di successo. Collins un professore anarchico gay che incontra Angela, drag queen e batterista malata di AIDS, mentre la diciannovenne Mimì è una ballerina in un night club, anche lei malata di AIDS e dipendente dall’eroina.

Roger e Mimì si innamorano, ma lui ha parecchie riserve sulla relazione, in quanto è già passato per una situazione simile, finita male. Maureen si fa a capo di una protesta contro il progetto dell’ex amico Benny, che vuole costruire uno studio sfrattando i senzatetto del quartiere, e nel frattempo la sua relazione vive di scontri, per lo più dovuti alla gelosia, talvolta giustificata, di Joanne.

Il film

Lineare nella regia e prevalentemente costruito sulle canzoni, Rent sarà anche non particolarmente spettacolare dal punto di vista dei costumi e delle scenografie, ma è un film che tocca incredibilmente, che passa attraverso la sua musica il groviglio di emozioni così contrastanti ma spesso inevitabilmente legate a doppio filo: c’è la rabbia, la critica alla società borghese ipocrita ed arida, la paura per il futuro, l’amore, la gelosia, l’amicizia vera, che unisce per sempre e rischiara la vita. Il tutto si unisce all’amore per l’arte in tutte le sue forme, come espressione fondamentale dell’anima umana, e l’angoscia per l’AIDS, terribile male che ha sconvolto la popolazione anche dei mondi più sviluppati proprio fra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, una malattia che portava a stigmatizzare le vittime in modo tremendo, ad emarginarle.

I protagonisti sono fantastici, soprattutto Rosario Dawson nel ruolo di Mimì Marquez, che è l’espressione pura della libertà e della bellezza, Adam Pascal nel ruolo di Roger e Wilson Heredia nel ruolo di Angela, così dolce, oltre a Idina Menzel (Wicked, Come d’Incanto, Glee, Frozen) che presta la sua portentosa voce al ruolo di Maureen. Fra le canzoni indimenticabili c’è l’incredibile duetto Take Me Or Leave Me, oltre alla bellissima, commovente e praticamente nota a tutti gli appassionati di teatro, Seasons Of Love, che è una delle più belle esibizioni corali che io abbia mai sentito.

Facciamo davvero valore dell’amore, come unica unità di misura, e l’amore che questo film trasmette è infinito e ben distribuito. L’amore che prescinde genere e provenienza, età e estrazione sociale, che è sempre disinteressato, che è amore per se stessi, per chi davvero lo merita e per la vita, la vie bohème che vivrà finché qualcuno continuerà a credere in lei.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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