Barbra Streisand: The Greatest Star

Barbra Streisand, nata a New York da genitori ebrei il 24 aprile 1942, compie oggi 78 anni, e lo fa dopo aver segnato la storia dell’arte contemporanea in ogni modo possibile. Barbra, iconica in tutto ciò in cui si è messa in testa di riuscire, è per certi versi un’ispirazione, perché quando è arrivata sulla scena musicale ha rinunciato alla chirurgia che le avrebbe permesso di adattarsi ai canoni di bellezza che il mondo dello spettacolo, ancora più di quello reale, imponeva ed impone. Con quegli occhi di un azzurro splendido ed il suo naso non minuto ha debuttato a Broadway a soli vent’anni e un anno dopo ha pubblicato il suo primo album in studio. Stiamo parlando di inizio anni ’60, e questo vi basta a capire quanto questa donna sia stata e sia grande, se ancora oggi ne parliamo con emozione, a quasi 6 decenni dal suo debutto.

The Barbra Streisand Album, manco a dirlo, è un successo enorme, il successo di un’attrice di teatro con una voce limpidissima, con una tecnica incredibile, che tiene con perfetti vibrato le più alte note della quinta ottava. Il disco vince due Grammy Awards, tra cui quello come Album dell’anno e di esso fa parte la meravigliosa Happy Days Are Here Again, eseguita anche da Barbra come duetto insieme alla sua cantante preferita, l’immensa Judy Garland.

People, quarto album di Barbra in due anni, è un altro grande successo, con la title track che incanta ancora oggi, così romantica e dolce e così ben interpretata da Barbra, che le fa vincere il terzo Grammy alla Miglior Performance Pop. L’album, candidato anch’esso a due Grammy, è il primo della Streisand a raggiungere la vetta della Billboard 200. Nel frattempo Barbra è Fanny Brice a Broadway, nello splendido Funny Girl e la sua performance le vale una candidatura ai Tony Awards, il più importante riconoscimento del mondo teatrale americano. Nel 1965 è la sola protagonista dello show televisivo My Name Is Barbra, che stupisce tutti gli States e le vale un Emmy. Piccolo schermo conquistato, prossima meta, quello grande!

E così Barbra è Fanny Brice nell’adattamento cinematografico di Funny Girl, nel 1968. Se non avete visto questo film, fermatevi e andate a vederlo. perché Barbra è Fanny: è divertente, scatenata, ambiziosa e cocciuta come Fanny, è una sognatrice con una voce incredibile, è un’aspirante attrice che non si sente bella, che non si prende sul serio, ma che impara a crescere in mezzo ai palcoscenici, facendo i conti con l’amore e con i suoi problemi. Barbra vince il Golden Globe e l’Oscar e regala una serie di canzoni indimenticabili: People, Don’t Rain On My Parade, I’m The Greatest Star fino alla toccante My Man, nell’ultimissima scena di questo film cult, che ci dà l’impressione definitiva e corretta. Barbra non è solo una cantante straordinaria, ma è anche una delle migliori attrici della sua generazione.

Quando nel 1970 Barbra vince un Tony speciale per i suoi contributi allo spettacolo, in soli 8 anni di carriera ha completato un EGOT: per chi non lo sapesse questo significa aver vinto un Emmy, un Grammy, un Oscar ed un Tony, essendo riusciti a raggiungere l’eccellenza in ogni settore del mondo dello spettacolo. Barbra è stata la più veloce a completarlo, ed è una delle sole 20 artiste ed artisti a far parte di questa élite artistica.

Vorrei sottolineare quanto sia difficile fare un paragone con i tempi moderni: nessun personaggio negli ultimi vent’anni ha saputo fare quello che Barbra ha fatto prima di compiere 30 anni. Nel 1973 la ritroviamo in un capolavoro assoluto del cinema, Come Eravamo di Sydney Pollack, a fianco di Robert Redford, nel ruolo di un’intelligente studentessa e giornalista politicamente attiva che si innamora di un bel talentuoso scrittore diversissimo da lei per carattere e valori. Il film, vincitore dell’Oscar alla migliore colonna sonora e di quello alla Miglior Canzone, mi è rimasto nel cuore, così come il personaggio di Katie Morosky, interpretato perfettamente da Barbra, candidata nel 1974 all’Oscar, al Golden Globe, ai BAFTA e vincitrice di un David di Donatello come miglior attrice straniera.

L’album The Way We Were vende oltre 14 milioni di copie, e la canzone omonima raggiunge la numero uno nella Hot 100. Nel 1975 Barbra vince un premio speciale come Attrice Preferita al Mondo ai Golden Globes, ma è l’anno successivo che inizia il suo nuovo percorso, che la porterà ad essere presente al massimo in tutta la fase creativa del suo lavoro. Il remake del celebre musical A Star Is Born, del 1976, vede Barbra protagonista in pantaloni e ricci, ma anche autrice ed interprete della colonna sonora ed in particolare quella Evergreen capace di vincere il Grammy come Canzone dell’anno e Miglior Performance Pop nel 1977. Il film vale a Barbra il Golden Globe alla Miglior Attrice e quello alla Miglior Canzone, e la vittoria del suo secondo Oscar, alla Miglior Canzone Originale. Barbra è la prima donna a vincere due statuette competitive in due categorie diverse, a 35 anni. La colonna sonora è un successo commerciale da 14 milioni di copie e raggiunge la numero 1 in America.

Nei tre anni successivi Barbra conosce un’ispirazione senza limiti: amata dal pubblico ed apprezzata dai critici, pubblica due album, Wet e Guilty, capaci di raggiungere la vetta delle classifiche e registra l’epico duetto con Donna Summer, Enough Is Enough, e quello con Barry Gibb, leader dei BeeGes, Guilty, capaci di raggiungere entrambi la numero 1. L’ultima traccia le fa vincere un altro Grammy alla miglior collaborazione. Un altro pezzo contribuisce enormemente alla popolarità del fenomeno-Barbra, quella Woman In Love capace anch’essa di diffondersi nelle radio di tutto il mondo.

Nel 1981 c’è un’altra perla, l’incisione della famosa canzone del musical Cats, Memory, mentre nel 1983 arriva uno dei lavori più impegnativi della sua carriera: Yentl, storia di una ragazza anticonformista in un mondo sessista, quello ebraico di inizio ‘900, è un film scritto, diretto,prodotto e recitato da Barbra. Nel 1984 Barbra è la prima donna a vincere il Globe alla Miglior Regia, e si porta a casa anche il premio come Miglior commedia.

Nel 1985 Barbra torna in studio con un altro piccolo capolavoro, The Broadway Album, 7 milioni di copie vendute e 4 candidature ai Grammy fra il 1986 ed il 1987. Brillante, capace di scrivere e cantare di amore e spettacolo, di passare dalle tracce da musical al pop puro, Barbra continua a mietere brillanti risultati e soprattutto a rilasciare buonissima musica con qualità canora inestimabile anche nel corso degli anni ’90, per esempio con Back To Broadway nel 1993 e Higher Ground nel 1997, venendo premiata con due Grammy alla carriera nel 1992 e nel 1994, con il Golden Globe alla carriera nel 2000 e con l’American Film Institute alla carriera nel 2001, per poi ricevere il Kennedy Center Honors, il riconoscimento più alto che si possa ottenere nelle arti negli States, nel 2008 e la Medaglia presidenziale alla Libertà nel 2015. L’ultimo suo lavoro in studio, Walls, è datato 2018, e le è valso, ancora, una candidatura ai Grammy 2020.

Eterna, auto-ironica, straordinaria come attrice, ottima regista e sceneggiatrice, produttrice di film di successo, compositrice e soprattutto ugola d’oro. Ora la domanda suona superflua, ma io la pongo lo stesso: Barbra è o non è, la più grande stella?

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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