Birdman: il geniale contrasto fra l’arte “vera” e l’arte del commercio

File:Birdman movie poster.jpg - Wikimedia Commons

Questo film è complicatissimo da seguire all’inizio, quindi non scoraggiatevi, e soprattutto è un film che deve essere colto con occhi e orecchie disponibili allo stravagante ed all’incomprensibile. Credo, per personale esperienza, che approcciarsi a Birdman con la pretesa di comprendere tutto e di volerlo ridurre o sotto la logica del fantasy o sotto quella del realistico voglia dire in qualche modo fare uno sforzo intellettivo inutile.

La bellezza di Birdman sta nell’aver reso una questione che potrebbe essere analizzata solo in termini saggistici attraverso un’esperienza personale, una situazione mistico-magica e una perfetta rappresentazione dell’ambiente artistico newyorkese, con la sua frenesia, i suoi capovolgimenti di fronte e la sua passione.

La storia è quella di Riggan Thomson (Michael Keaton), un ex divo di Hollywood protagonista di una serie di film di enorme successo commerciale in cui interpretava Birdman, supereroe alato, che è alle prese con uno spettacolo a Broadway di cui è regista, sceneggiatore e co-protagonista. Riggan riesce a far sì che nella sua opera sia presenta uno dei migliori interpreti teatrali, Mike Shine (Edward Norton), partner di Lesley (Naomi Watts), attrice della produzione, ma questi è parecchio intrattabile, volubile, con richieste assurde e modi di fare imprevedibili. La storia si svolge nei giorni delle anteprime, fra difficoltà e litigi, con Riggan schiacciato dal personaggio precedentemente impersonato che gli parla come una roca voce fuori campo, dando adito alle sue insicurezze e cercando di persuaderlo a tornare a Hollywood. Ma i problemi di Riggan non sono solo artistici: si sente in colpa per essere mancato nella vita della figlia, Sam (Emma Stone), per aver causato la fine del matrimonio con la moglie Sylvia (Amy Ryan), e non riesce ad avere un bambino dalla compagna e collega Laura (Andrea Risebourgh).

A peggiorare la situazione c’è la minacciosa presenza della critica più importante di New York, Tabitha Dickinson (Lindsay Duncan), dichiaratamente decisa a distruggere la carriera e lo spettacolo di Riggan, perché considera i suoi precedenti lavori pacchiani ed il suo tentativo di approdare a Broadway una mossa vanesia ed autocelebrativa.

La tematica fondamentale a me sembra essere l’eterno conflitto estetico fra l’arte vera, l’arte seria e apprezzabile in quanto reale espressione di talento, creatività e passione, e l’arte in quanto compromesso fra la natura sensitiva ed intellettiva e il lato commerciale, fenomenico e popolare di essa.

Il teatro è più nobile del cinema? O perlomeno del cinema d’azione con supereroi e centinaia di effetti speciali, le cui trama e analisi dei personaggi sono sottoposti al sonoro, ai costumi, ai combattimenti, ai superpoteri e all’apparenza dei protagonisti? Birdman è questa nemmeno troppo antica dialettica, è questo conflitto e lo esplica nelle frustrazioni di Riggan, che vuole staccarsi di dosso le etichette che gli hanno messo addosso e prova a farlo con tutto se stesso, puntando soldi, energie e reputazione su questo adattamento e dannandosi per cercare di renderlo un successo. Descritto così il tutto sembra incredibilmente pesante, ma in realtà il sapientissimo uso della regia, che segue con la camera i personaggi nelle quinte del teatro e sul palcoscenico, immergendo completamente lo spettatore nella storia e nei luoghi, nel mondo teatro, non concedendo nemmeno un istante di fiato o di noia. Birdman, pur essendo costruito su un tema così riflessivo è in realtà molto attivo, energico: si basa sui conflitti, su imprevisti, su scene in cui realtà e finzione si confondono e non solo per quanto riguarda i presunti poteri telecinetici del protagonista.

File:Alejandro González Iñárritu with a camera in production.jpg ...
Alejandro Gonzalez Inarritu, regista e sceneggiatore messicano

La sceneggiatura geniale dà la giusta caratterizzazione a tutti i personaggi e le sequenze con Mike e Riggan insieme sono esilaranti e sconvolgenti. Tutto il lato mistico-magico, con i poteri, il volo, le voci, è intrigante ed è un uso metaforico molto interessante, che Alejandro Gonzalez Inarritu, regista, co-sceneggiatore e produttore, ha saputo usare creando un altro lato per cui essere curiosi, sin dalla primissima scena, quella della caduta di un meteorite.

Il volo di Riggan è allegoria di una leggerezza raggiungibile solo attraverso la fine dei conflitti interiori e della volontà di auto-affermarsi dipendendo dal giudizio degli altri? Non ne sono sicuro, le interpretazioni sono libere direi, e la mia è alquanto limitata dalla scarsa conoscenza dei precedenti lavori del regista, ma ho apprezzato tantissimo l’uso che ha saputo fare di ciò che aveva. Il suo film è qualcosa che sfugge ai generi e che richiede studio.

Per ritornare alla questione arte/ non arte, mi vengono in mente le critiche mosse da alcuni dei migliori registi di Hollywood, come Ken Loach, Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, nei confronti dei film della Marvel, veri e propri blockbuster capaci di incassare miliardi di dollari al botteghino e di essere anche considerati dalle maggiori giurie internazionali. La mia opinione non è concentrabile in questo spazio, mentre quella di Inarritu mi sembra si schieri a favore del talento vero, di quello che non ha bisogno di fronzoli, ma senza negare che esso possa trovarsi nella mente, nello spirito e nel corpo di un ex supereroe.

Edward Norton e Michael Keaton sono bravissimi, e non è mai da sottovalutare la credibilità di chi recita mentre sta recitando. Il loro lavoro è egregio, come quello di Emma Stone, ex tossica divertente e sfacciata, difficile da inquadrare e difficile da disprezzare.

Emma Stone | Toronto International Film Festival 2010. | Gordon ...
Emma Stone

Fra i film più premiati

Birdman ha ricevuto lodi unanimi o quasi da tutte la maggiori giurie di critici ed esperti: ha vinto 4 Oscar nel 2015, tra cui quelli al Miglior Film, alla Miglior Sceneggiatura Originale e Alla Miglior Regia, su 9 candidature. Ha vinto 2 Golden Globe su 7 candidature, un SAG Awards al miglior cast, un BAFTA su 10 candidature, il David di Donatello al Miglior film straniero, 6 Critics’ Choice Awards su 13 candidature, 3 Indipendent Spirit Awards su 6 candidature e persino l’AFI Awards al Miglior film dell’anno, oltre ad essere fra i 10 film del 2014 selezionati dal National Board of Review ed aver ricevuto decine di altre candidature e premi, come ai Satellite Awards (10 nominations) e ai Grammy, risultando uno dei film più premiati della storia del cinema recente.

Di particolare rilevanza la prova di Emma Stone ed Edward Norton, entrambi candidati agli Oscar, ai Golden Globes, ai BAFTA, ai SAG Awards, agli Indipendent Spirit Awards e ai Critics’ Choice, ma anche la regia, la fotografia ed il sonoro sono stati apprezzati dagli esperti.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: