Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Harry Potter and the Order of the Phoenix | Harry Potter and… | Flickr

Il quinto capitolo della saga di Harry Potter è senza dubbio una delle più geniali costruzioni artistiche di J.K.Rowling. La scrittrice nata a Yate crea con questo romanzo una sagace e nemmeno troppo velata critica alla politica, al mondo della politica e soprattutto a coloro che non sanno guardare alla realtà perché hanno troppa paura di essa. Questo è ciò che succede al ministro della Magia, Cornelius Caramell, che non vuole ammettere il ritorno di Colui-che-non-deve-essere-nominato, e fa di tutto per ostacolare i promotori della verità, Harry Potter e Albus Silente.

Un’opera sublime quella della Rowling, capace di mostrare come la debolezza di un gruppo di individui possa nuocere ad un intero stato e come la mancanza del senso di responsabilità porti a dei danni irreparabili dei singoli, Harry, così come della collettività. La denuncia fatta è quella dell’abuso di potere, una denuncia fatta soprattutto nei confronti del controllo dei media, strumenti potenti nella società odierna per manipolare la realtà e trasformare in propaganda ciò che dovrebbe essere informazione. Se ciò che dovrebbe proteggere e dare sicurezza, lo stato, non assolve il suo dovere, bene chi dovrà farlo? In questo caso chi non rispetta la legge è davvero un sovversivo? Questa storia porta a riflettere a lungo e sposta il piano di Harry Potter dal privato di Hogwarts al pubblico, trasferendo con maestria i personaggi in una dimensione di lotta collettiva. Tutto si allarga, anche i combattenti, ed è così che viene ribadito come Harry sia forte soprattutto perché aiutato da un gruppo sempre più nutrito di amici e maghi capaci. L’Ordine della Fenice è composto da persone che hanno tanto da perdere, il cui nome non incute timore quanto quello di Silente o di Lord Voldemort, eppure essi sono veri eroi, maghi e streghe coraggiose che lottano per ciò che è più giusto.

Splendido è il passaggio, come scritto poco sopra, dal piccolo mondo personale a quello pubblico, perché esso va di pari passo con la crescita dei protagonisti, che diventano maggiormente consapevoli, che sono stimolati dagli eventi ad aprire gli occhi e a confrontarsi ancora giovanissimi con la realtà. Sono loro, Harry, Hermione e Ron, a fondare l’Esercito di Silente, loro che decidono di esercitarsi per combattere, che danno il via ad un movimento di giovani streghe e maghi pronti a spalleggiarsi, senza più essere rinchiusi nel panico del proprio negazionismo.

Se il libro ha così tanti risvolti emozionanti e logicamente ben costruiti, il film manca di una buona regia nel saperli presentare al meglio. Harry Potter e l’Ordine della Fenice, uscito nelle sale nel 2007, è uno dei meno riusciti dell’intera saga. Come negli altri film c’è una progressione nel mostrare i tormenti dei personaggi che devono fare i conti con le difficoltà esterne e con le proprie insicurezze, ma in questo caso il nuovo regista, David Yates, e lo sceneggiatore, Michael Goldenberg, non riescono a creare un andamento di fluidità nel corso dello svolgimento. Lo scostante Silente è reso fin troppo assente, Cho Chang viene colpevolizzata di una cosa che non ha fatto, la visita al San Mungo con i genitori di Neville è assente, così come Dobby, e Ginny non ha praticamente battute. Se io sono fra i primi a difendere la cesura di alcune parti dei romanzi, effettivamente troppo lunghi per essere trasposti in modo del tutto preciso sul grande schermo, in questo caso la mancanza di fedeltà alla storia originale è troppa per essere giustificata.

Tra i difetti ci sono senza dubbio la poca esplorazione dei rapporti interpersonali, che saranno invece assai presenti negli ultimi 3 film, così come lo sono stati nel quarto, che sono qui troppo generali, così come appena accennato è uno dei personaggi più forti della saga, Nynphadora Tonks, strega brillante, che ripudia la sua famiglia razzista e diventa Auror.

Ma tante sono le cose splendide in questo film. Il legame fra Sirius e Harry è presente e bello, commovente. La scena del volo fino al quartier generale dell’Ordine è bellissima e dà un senso di libertà che raramente si trova in questo film così impegnativo. Le scene di allenamento collettivo nella Stanza delle Necessità sono davvero ben fatte, così come è bellissima la fuga spettacolare di Silente, ingiustamente accusato, che sparisce in un lampo di fuoco assieme a Fanny. Ben realizzato è anche il dolce Grop, gigante fratellastro di Hagrid.

Ovviamente le sequenze meglio realizzate sono quelle nell’Ufficio Misteri, sia quelle in cui a combattere sono Harry e i suoi amici sia quelle in cui ad intervenire sono i membri dell’Ordine, in un combattimento fra luci bianche ed ombre scure che ruotano in uno spazio vasto e roccioso, come una grotta della tradizione mitica, in cui Bene e Male sono nettamente distinte e si fronteggiano in una lotta epica. Il culmine è raggiunto ovviamente nella battaglia fra Voldemort e Silente, un uno contro uno fra i due più potenti maghi della Storia che si risolve in una serie di incantesimi resi alla perfezione con effetti speciali meravigliosi.

File:Helena Bonham Carter (Berlin Film Festival 2011) 3 cropped ...
Helena Bonham Carter

Più si va avanti più vengono fuori personaggi caratterizzanti, fondamentali allo sviluppo della trama. Azzeccatissime come sempre le scelte da parte dei direttori del casting ed eccellenti le performance degli interpreti. La fastidiosa, ipocrita, maligna Dolores Umbridge, sottosegretaria del Ministero della Magia e nuova professoressa di Hogwarts è stata resa alla perfezione da Imelda Staunton, attrice britannica, grande interprete teatrale (vincitrice di 4 Lauren Olivier Awards e protagonista di oltre 50 rappresentazione fra gli anni ’70 ed oggi), candidata agli Oscar per Il segreto di Vera Drake. La scatenata, crudele, sadica Bellatrix Lestrange, assassinia di Sirius Balck nonché torturatrice dei Paciock, è interpretata magistralmente da una delle più note ed amate attrici inglesi, Helena Bonham Carter.

E poi c’è la svampita, intelligente, dolcissima Luna Lovegood, bionda strega di Corvonero che diventa amica di Harry nel corso di questo quinto anno e che, con poche battute, fa vedere quanto buon senso e capacità di dare valore alle giuste cose si celino sotto la sua aria allampanata e poco cosciente: Evanna Lynch è una Luna eccellente e manterrà il ruolo fino alla fine della saga.

File:Evanna Lynch by Andrea Berni - 29 06 2009 (cropped).jpg ...
Evanna Lynch

Curiosità

Il film è stato il quarto maggior incasso della serie, con 939 milioni di dollari, ma è stato l’unico della saga a non ottenere nessuna candidatura agli Oscar. Nonostante non sia considerato uno dei migliori Harry Potter , ha ottenuto 9 candidature ai Saturn Awards, tra cui quelle per il Miglior Film e per la Miglior Attrice non protagonista a Imelda Staunton, e 6 agli Empire Awards, tra cui quelle al Miglior attore a Daniel Radcliffe e alla Miglior Attrice ad Emma Watson.

I miei preferiti nel quinto film

Alan Rickman, Imelda Staunton, Helena Bonham Carter ed Emma Watson.

Hermione | Emma as Hermione Granger in Harry Potter and the … | Flickr
Emma Watson nel quinto film

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

3 pensieri riguardo “Harry Potter e l’Ordine della Fenice

  1. Tonks e Luna sono altri due personaggi che adoro perché mi rivedo nel loro carattere, soprattutto in Luna e nel modo molto triste in cui viene percepita dagli altri. La storia di Tonks e Lupin è forse la mia preferita dell’intera saga e mi dispiace che nel film siano stati messi così da parte. La paura di Lupin è straziante. Poi anche Bellatrix ha il suo fascino pur essendo un antagonista, è innegabile. Il punto è proprio questo: come in tanti libri per ragazzi – succede anche in Divergent per motivi diversi ma il concetto alla base è lo stesso- il diverso viene perseguitato e deve essere eliminato perché spaventa. Qui i Babbani, in Divergent i divergenti che non possono essere catalogati. È una metafora di regimi totalitari che forse non sono mai passati davvero. È un messaggio potente da passare e da far vedere ai ragazzi. La storia dei genitori di Neville è altrettanto straziante. La Rowling ha saputo parlare a tanti ragazzi peccato che negli ultimi anni si sia un po’ persa e molti potterhead se ne vogliano discostare. Io non mi allontaneró mai dalla saga anche se lei ha fatto tante uscite infelici purtroppo…

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    1. Penso lo stesso di Tonks e Lupin! E hai proprio ragione, la Rowling ha creato un universo molto metaforico della realtà passata e, purtroppo, presente. Per questo l’ho sempre ammirata moltissimo, ma il fatto che sia così transfobica infastidisce anche me, mi è caduta in basso.

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      1. È un duro colpo per tanti potterhead quello. Ha tanti meriti ma anche questo grosso demerito che ha allontanato tanti fan. Poi criticano diverse scelte che ha fatto anche con Silente per esempio ma su quello non ci vedo nulla di male. La saga principale parla di Harry quindi è logico che la sessualità di Silente non sia così approfondita. Questa critica per esempio mi lascia molto perplessa

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