Buon 8 Marzo!

Oggi, 8 marzo 2020, è la Giornata Internazionale della donna, uno degli eventi più importanti dell’anno, almeno per me, per ricordare un problema fondamentale a livello sociale, quello della disuguaglianza di genere e del sessismo. La società in cui viviamo, quella degli ultimi dieci anni perlomeno, è stata spesso considerata come una società post-femminista, una società in cui non c’è effettivamente un vero problema di disparità di genere ed in cui le stesse correnti femministe sono in lotta fra di loro. Tuttavia, la nostra società ha ancora bisogno del femminismo, perché femminismo significa credere che gli esseri umani nascano tutti uguali, e che debbano tutti poter godere degli stessi diritti ed ambire agli stessi traguardi. Questo, purtroppo, non si è ancora concretizzato in moltissimi paesi del mondo, praticamente in tutti, e l’8 marzo è un momento per ricordarci non solo tutta la strada percorsa finora, grazie all’impegno al coraggio di migliaia di donne e uomini di tutto il mondo, ma anche del tragitto, ancora molto lungo, che deve essere seguito per arrivare ad una concreta, effettiva parità. Per questo 8 marzo ho deciso di pensare a 8 personaggi, a 8 personalità, a 8 libri e 8 film che mi hanno ispirato, cresciuto, formato, rendendomi una persona più consapevole delle dinamiche sociali, della storia delle lotte per dei diritti che sono o perlomeno dovrebbero essere inalienabili e naturali. Li condivido con voi, sperando che nel mio piccolissimo io possa contribuire a dare risalto a quella che è, a tutti gli effetti, giustizia.

8 personalità fondamentali nella storia del Femminismo

Virginia Woolf

La prima non può che essere lei: Virginia Woolf, una delle capostipiti della prima ondata del femminismo, una donna straordinaria, dotata di intelligenza, acume, cultura, passione, talento e anche ironia. La vita di Virginia è stata complicata sotto tanti punti di vista, ma a lei non è mai mancato il coraggio di lottare per le sue idee. Ha rivoluzionato il romanzo inglese, in particolar modo introducendo una nozione di tempo completamente nuova e straordinariamente accattivante e sviluppando un’analisi psicologica dei propri personaggi con una delicatezza fuori dal comune. Virginia ha difeso nei suoi saggi e con la propria vita i diritti delle donne, sostenendo in particolare il ruolo delle donne nell’arte e ponendo l’accento sulle difficoltà delle scrittrici, private di denaro, spazio ed istruzione necessaria per poter sviluppare al massimo se stesse.

Simone de Beauvoir

L’altra grande scrittrice della mia vita è Simone de Beauvoir, una donna dalla fermezza e dalla forza non comuni. Simone è stata una delle più grandi filosofe e scrittrici dello scorso secolo e la sua opera Il secondo sesso (1949) è un caposaldo della letteratura femminista: nessun’altra/o ha saputo scrivere un libro così dettagliato e complesso che analizzasse la storia dell’istituzione della società patriarcale. Attraverso altri scritti, saggi, interviste, Simone ha contribuito a dar voce alla causa delle donne, scendendo in piazza a manifestare, redigendo il manifesto delle 343 in cui sosteneva di aver abortito illegalmente e attraverso cui sosteneva il diritto all’aborto delle donne e mettendo in luce le difficoltà economiche, sociali e relazionali delle donne nella Francia, e non solo, del ‘900.

Mary Wollstonecraft

Scrittrice, filosofa ed antesignana del femminismo, Mary Wollstonecraft ha vissuto sottraendosi alle regole di una società fortemente rigida: ha studiato, viaggiato, è stata in Francia nel periodo della Rivoluzione francese ed è stata influenzata dalle idee illuministiche di razionalità e ricerca della giustizia sociale. Il suo Rivendicazione dei diritti della donna (1792) è un’opera enormemente avanti sui tempi e che ha influenzato generazioni di femministe. In essa, più di 220 anni fa, Wollstonecraft rivendicava i diritti politici della donna.

Julia Serano

Non conosco profondamente questa scrittrice, attivista e biologa statunitensa, ma quello che so è che ciò che ha fatto per il femminismo merita di essere ricordato. Julia Serano ha pubblicato nel 2007 il libro Whipping Girl, che è divenuto un testo fondamentale per il transfemminismo, quella corrente del femminismo che tiene conto delle esperienze delle donne trans e del loro ruolo nella lotta femminista.

Kimberlé Crenshaw

Laureata alla Cornell e con un dottorato in legge ad Harvard, Kimberlé Crenshaw è stata una delle figure chiave per la terza e la quarta ondata del femminismo: da sempre attenta alle questioni del razzismo e della disuguaglianza di genere, kimberlé ha coniato il concetto di intersezionalità nel 1989, nella sua opera “Demarginalizing the Intersection of Race and Sex: A Black Feminist Critique of Antidiscrimination Doctrine, Feminist Theory and Antiracist Politics”, sostenendo che tutte le forme di oppressione siano in qualche modo collegate e che debbano per questo essere combattute insieme, dal momento che spesso una persona si trova a doverle fronteggiare contemporaneamente.

Chimamanda Ngozi Adichie

Una delle voci più autorevoli del femminismo contemporaneo. Chimamanda è una scrittrice e docente di notevole influenza, che ha esplorato con semplicità e intuito le questioni del femminsmo intersezionale, misurando l’impatto che l’etnia e la cultura hanno su una donna e sulle sue possibilità. Chimamanda è divenuta nota soprattutto grazie ad una splendida conferenza tenuta da lei per TedX nel 2012, e poi adattata a saggio nel 2014, in cui ha sostenuto “Dovremmo essere tutti femministi”.

Beyoncé

Passando al mondo delle arti performative, una delle maggiori esponenti del pop e R&B moderno, Beyoncé, è stata sin dall’inizio della sua carriera capace di portare avanti l’uguaglianza di genere attraverso le sue canzoni, e di sfruttare il suo notevole successo commerciale per trattare argomenti come l’antirazzismo e il femminismo. Il suo album Lemonade (2016), vincitore di un Grammy e acclamato dalla critica, è stato definito dalla celebre rivista musicale Billboard come un manifesto del femminismo nero. Canzoni come Indipendent Women, Survivor, If I Were a Boy, Who Run The World?, Formation sono esempi di empowerment femminile.

Emma Watson

Fra le attrici, tantissime hanno dato una spinta fondamentale alla quarta ondata del movimento femminista, dando ancora più vita al movimento MeToo e Time’s Up, denunciando pubblicamente le molestie sessuali dell’importante, ricco ed influente Harvey Weinstein , produttore cinematografico. Tuttavia, fra le più impegnate nel doppio ruolo di interprete e attivista, c’è un nome che spicca, quello dell’attrice britannica Emma Watson, che è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà dalle Nazioni Unite nel 2014. Emma ha creato il gruppo di lettura femminista OurSharedShelf, che sceglie mensilmente uno o due libri di autrici di tutto il mondo riguardanti i diritti delle donne e le esperienze di coloro che hanno visto negarsi tali diritti. Spesso intervista le autrici, ha dato vita alla campagna HeForShe, per sensibilizzare tutti, uomini e donne, ad aderire ad un femminismo inclusivo e ha visitato nazioni del Terzo Mondo per cercare di porre fine ai matrimoni combinati.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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