La rivincita delle bionde!

Ecco a voi un topos della cultura multimediale, e non solo, distrutto senza allontanarsi dalle sue caratteristiche, ma anzi rivendicando la specificità di tale topos, epurandolo però della sua natura di pregiudizio.

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Da Vanity Fair

Il topos è, come si evince dal titolo, quello della donna bionda, bella, giovane e stupida. La ragazza bianca di famiglia ricca, con una grande passione per la moda ed il mondo della cosmesi, che veste in rosa e sogna di fare la modella o la mantenuta. Troppo superficiale, ignorante, che si dovrebbe preoccupare esclusivamente del suo aspetto. Il mondo cinematografico è pieno di figure di questo genere, di femme fatale, di oggetti del desiderio maschile, affascinanti, biondissime e vuote, una rappresentazione spesso volutamente sessista e monodimensionale che si è consacrata con le pin up hollywoodiane anni ’40 e ’50.

Ne La rivincita delle bionde questa figura viene vendicata, ma la forza del film sta nel non rinunciare a le caratteristiche tipiche dell’archetipo da cui è tratto il personaggio principale: la protagonista Elle Woods, è una laureanda in Marketing, settore moda, bianca, bionda, occhi azzurri, appassionata di moda, capo della sua confraternita, reginetta di bellezza e di buona famiglia, che è convinta che il suo ragazzo, il ricchissimo Warner Huntington III, voglia chiederle di sposarla. Tuttavia, Elle viene delusa: non solo Warner non vuole fidanzarsi con lei, ma la lascia, sostenendo che sia troppo frivola e superficiale, e di aver bisogno di avere accanto a sé una ragazza seria per poter fare carriera fra Legge e Politica.

Fortemente intenzionata a riconquistare Warren, Elle decide di fare domanda per la facoltà di Legge di Harvard, e riesce ad entrare nella prestigiosissima università, la stessa frequentata dall’ex ragazzo e dalla nuova fidanzata di questi, Vivian.

Accolta con ostilità dai compagni e dai professori, Elle trova conforto solo nella sua nuova estetista, Paulette. Tuttavia il vero turning point della storia si ha quando Elle capisce che Warren non la considererà mai abbastanza brava, abbastanza intelligente o capace per stare con lui. Elle smette di fare quello che fa per lui o per chiunque altro: decide di essere abbastanza in gamba da potercela fare e capisce di doverlo fare per se stessa. Lavorando duro riesce ad essere selezionata fra i 4 studenti che aiutano il docente ed avvocato Callahan in una causa reale, la difesa della imprenditrice Brooke Taylor, accusata di aver ucciso il ricco marito.

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Da Vanity Fair

La rivincita delle bionde è una commedia intelligente e piena di ironia, con una protagonista simpaticissima, ed è diventato nel corso degli anni un film cult. Rovesciando ogni scetticismo, Elle compie un vero e proprio percorso di formazione, senza allontanarsi dalle proprie passioni: cambia, ma rimanendo sempre la stessa. Non stravolge il proprio modo di essere per gli altri, ma matura, impara a credere in se stessa, a considerarsi una donna che vale in quanto tale e non perché compagna di qualcuno, una bionda che può curare il proprio aspetto e interessarsi di moda e allo stesso tempo una ragazza intelligente, un avvocato brillante ed una studentessa modello.

Il film, di per sé godibile e divertente, ha delle pecche: scredita giustamente i figli di papà egoisti come Warren, e i sessisti viscidi come Callahan, ma lascia alcune figure troppo stereotipate, come nella figura di Enid, studentessa femminista che in parte viene ridicolizzata dalla sceneggiatura. Uscito nel 2001, La rivincita delle bionde ha consacrato Reese Whiterspoon, che si è rivelata perfetta nel ruolo di Elle, che le è valso una candidatura ai Golden Globes del 2002, ma anche Jennifer Coolidge, attrice divenuta poi famosa per i suoi piccoli ruoli comici (Cinderella Story, 2 Broke Girls, Glee), ed è, seppur con i suoi limiti, un must watch.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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