Judy e la speranza

Whitney Houston, Amy Winehouse, Michael Jackson, Kurt Cobain, Marilyn Monroe e, ovviamente, Judy Garland. Troppe voci splendide, troppi meravigliosi volti dell’arte si sono spenti in giovane età, sono stati soffocati dal dolore e da quel successo che non ha portato loro la felicità.

Non è tutto oro quello che luccica, e dietro i flash, le case di lusso, i lustrini, le prime pagine e i riconoscimenti c’è tutto un mondo che fa paura, un mondo in cui gli artisti sono prede della stampa, del sistema, dei produttori, in cui questi divi irraggiungibili e baciati dalla fortuna sono in realtà spesso schiacciati dal peso della fama, dall’incapacità di imporsi, dalle proprie incertezze.

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Judy, biopic sull’immensa icona Judy Garland, spezza il cuore, perché ricostruisce uno scenario difficile da digerire. Che vita è quella di una stella in declino, quella di una delle più grandi attrici del mondo che si ritrova senza soldi, con una lunga lista di divorzi alle spalle, quella di una ragazzina costretta a fare abuso di farmaci sin da quando aveva 15 anni?

Judy si apre con una sequenza da togliere il fiato, quella in cui il produttore del Mago di Oz, il film che ha consacrato la Garland, la porta lungo il sentiero dorato del set (metafora fine) dicendole che ciò che la aspetterà sarà proprio quello: uno scenario da favola, un percorso di successo, di gloria, la possibilità di essere qualcuno il cui nome resterà impresso nella storia per sempre, e che per questo vale la pena rinunciare a tutto il resto. Ma ne vale davvero la pena?

Judy mostra la fragilità di una donna spezzata, ma anche ciò che lei ha significato per tanti: quando la Garland si trova a passare del tempo con una coppia gay si rende di conto di quanto sia stata importante per loro, di come loro non la dimenticheranno mai.

“Forse è il cammino ciò che conta davvero, e camminare significa vivere ogni giorno. Questa è una canzone sulla speranza, di cui abbiamo bisogno tutti”. Sono le parole con cui Judy introduce la sua canzone per l’eccellenza, Somewhere Over The Rainbow. Io spero tanto che lei l’abbia trovato quel posto, e che tutti possano trovarlo.

PS: Renée Zellweger è fantastica in questo ruolo: la postura, i movimenti, una sorprendente bravura vocale: studio del personaggio, passione, intensità. Renée regge da sola l’intero film, con una performance che entrerà nella storia del cinema.

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Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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