Money Monster- l’altra faccia del denaro

Se volete vedere un film che sia a metà fra giallo, dramma e politico, questa pellicola è la scelta giusta. Money Monster, presentato a Cannes e uscito nelle sale dei cinema mondiali nel 2016, è una storia che potrebbe tranquillamente essere accaduta negli Stati Uniti, e che probabilmente è effettivamente capitata nel corso degli ultimi anni.

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Da Movieplayer.it

Kyle, giovane azionista, vede svanire tutti i risparmi della madre, ereditati dopo la di lei morte, quando la società in cui li ha investiti perde, per un apparente guasto all’algoritmo di trading, 800 milioni di dollari in un giorno. Il ragazzo decide allora di infiltrarsi negli studi televisivi della Money Monster, il cui conduttore aveva consigliato di investire nella IBIS, e prende in ostaggio lo stesso conduttore Lee Gates (George Clooney), costringendolo ad indossare un giacchetto pieno di esplosivo.

Lee deve cercare di far ragionare Kyle e di prendere tempo: l’amministratore delegato della IBIS è irraggiungibile e sulla misteriosa e tragica perdita indagano sia la regista del programma, Patty Fenn (la sempre bravissima Julia Roberts) e l’addetta stampa della IBIS, Diane Lester (Caitriona Balfe).

Se la trama è piuttosto lineare e forzosa solo in alcuni passaggi, come nella presentazione del personaggio dell’amministratore Walt Camby e nello sviluppo del suo rapporto con Diane, il film ha un pregio eccellente: non è un film sulla mutevolezza degli investimenti, ma una luce decisa su ciò che c’è dietro il sistema delle società di trading. Lo spettatore è portato subito a simpatizzare per Kyle, nonostante la sua scelta aggressiva, perché il suo obiettivo è svelare la corruzione che sta dietro queste grandi titoli, come essi giochino non solo con il denaro, ma anche con il futuro ed il presente delle persone. L’altra faccia del denaro è quella umana, quella di coloro che stanno dietro gli investimenti, di coloro che cercano affannosamente di vivere all’interno di una società insicura con un’economia instabile che spesso premia la disonestà.

Money Monster fa vedere anche in modo semplice ma intelligente il lavoro della pubblicità, la capacità di gestione delle situazioni che devono avere i giornalisti del settore, ponendo anch’essi in una situazione di reale partecipazione con gli spettatori e possibili clienti. Il personaggio di Patty Fenn, seppur non approfondito, è ottimamente caratterizzato e la regia è ottima.

La regia: quando si dice che spesso le celebrità si reinventano in ruoli non consoni alle loro abilità si dovrebbero pesare le parole. Jodie Foster, attrice due volte premio Oscar, dirige il film con grandissima capacità. La scelta di mostrare la folla che inneggia, anch’essa fra l’iper consapevole e l’alienato, la rivoluzione di Kyle, la gestione dei cameramen che seguono il tutto, il rapporto a distanza fra regista e conduttore, le inquadrature che cambiano spesso il punto di vista: tante sono le eccellenti trovate della Foster, che dimostra tutto il suo genio.

Un’economia caratterizzata da un bellum omnium contra omnes non fa bene a nessuno: sappiamo tutti bene chi siano i veri mostri.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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