Il club delle prime mogli

Non prendetevela, prendetevi tutto

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“You don’t own me, don’t try to change me in any way” cantano nella memorabile scena finale del film le tre protagoniste, e questa splendida canzone riassume il concetto di fondo della commedia diretta da Hugh Wilson: queste tre donne controllate dai mariti e poi abbandonate per compagne molto più giovani non sono oggetto di nessuno, e arrivano a capire questo insieme, fra scontri e riavvicinamenti.

Brenda (Bette Midler), esuberante casalinga con un figlio preadolescente a carico, è stata lasciata da tempo da Billy, ricco uomo che lavora nella pubblicità, per la bionda Shelly (una trentenne Sarah Jessica Parker), ma non ha cancellato i suoi sentimenti per l’ex marito.

Annie (Diane Keaton), pacata ed insicura madre di una universitaria, ha una situazione altalenante col marito Aaron, fino a quando questi non la lascia per la psicologa della donna.

Elise (Goldie Hawn), bella attrice di talento con problemi di alcolismo, deve affrontare non solo il divorzio con il marito Bill, che le vuole togliere i possedimenti, ma anche la decadenza del suo ruolo nell’industria cinematografica, che non la vede più come una sex symbol ma come una madre in là con gli anni.

Quando la loro amica dell’università Cynthia si suicida in seguito al divorzio col marito, le tre, che non si sentivano dai tempi del college, si riuniscono e si organizzano per vendicarsi dei torti subiti.

Se la trama può sembrare banale, e per certi versi il gioco sui cliché (la donna che perde il suo fascino, l’uomo di successo che vuole una compagna giovane e bella, la rivincita di coloro che sono state lasciate) è lineare, Il club delle prime mogli va oltre questo: attraverso il trauma della separazione e dell’abbandono le tre donne affrontano se stesse, le loro ambizioni, rivalutano la propria vita, accettano le proprie debolezze e le superano. Nel fare questo creano un legame di amicizia solido e abbattono ogni stereotipo sulla donna di mezza età: si realizzano.

A trainare il film è l’incantevole bravura delle attrici, divertenti, calate perfettamente nella parte, con modi di fare, espressioni e battute estremamente azzeccate. Keaton, Midler e un’eccezionale Hawn si superano e costituiscono il fulcro e la punta di diamante della commedia, dandole brio, così come Maggie Smith, implacabile e distaccata ricca signora che aiuta le prime mogli.

Il club delle prime mogli aiuta ad ironizzare e relativizzare, e fa vedere come queste grandi donne siano tali grazie a se stesse, e non abbiano bisogno di un marito, un aspetto canonicamente perfetto ed una carriera di successo per dimostrare a se stesse che valgono abbastanza.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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