Storia di un matrimonio, di Noah Baumbach

Storia di un matrimonio: scritto, diretto e prodotto da Noah Baumbach. Acclamato dalla critica: 97 su 100 su Rotten Tomatoes, 94 su Metacritic, 4 candidature ai Golden Globes, 8 candidature ai Critcs’ Choice, 4 candidature ai BAFTA, 3 candidature ai SAG Awards, 6 candidature agli Oscar, tra le quali quella al miglior film. Uno dei migliori film dell’anno secondo tutti gli esperti del settore, un prodotto cinematografico di altissimo livello, con un’ottima regia e attori sublimi.

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Tutto vero? Tutto vero. Almeno dal mio punto di vista, ogni elogio per questo film è meritato. Il modo con cui Baumbach parla d’amore è qualcosa di indefinibile, che ha che fare con la sofferenza, il dolore, l’incertezza, il contrasto, l’intimità. L’amore è qui talmente verosimile da essere praticamente vero, le difficoltà talmente realistiche, le sensazioni quasi tangibili. L’amore di Nicole, brillante attrice, e Charlie, geniale regista teatrale, finisce, si esaurisce, è consumato dalla rabbia, è dolce, è difficile. La loro separazione si complica, entrano in gioco gli avvocati. Nicole vuole trasferirsi con il figlio a Los Angeles, Charlie vuole restare a New York, dove la loro storia si è evoluta.

La tensione, la rabbia ed il turbamento sono resi alla perfezione dagli attori: Scarlett Johansson è così vera, incredibilmente all’altezza del ruolo in ogni singola battuta, così straordinariamente geniale da mettere i brividi. Non è da meno Adam Driver, così come ottima è l’interpretazione di Laura Dern nel ruolo dell’avvocatessa di Nicole, Nora, una brillantissima professionista senza scrupoli.

Alcune scene di questo film mi sono rimaste impresse nella mente: il litigio di Nicole e Charlie nella casa provvisoria di quest’ultimo, a Los Angeles è una di queste. Il climax di quella scena, la rabbia che esplode, le cattiverie che i due si dicono fino a scoppiare in lacrime, a piangere per ciò che hanno detto, per la situazione in cui si trovano, per non poter più nascondere che non si amano più, che la loro storia è finita.

La seconda è il primo colloquio fra avvocati: nella pausa pranzo Nora, che fino ad allora aveva attaccato senza pietà Charlie, si congratula con lui per il suo spettacolo, e i due avvocati conversano amabilmente. Vista dalla prospettiva di Charlie e Nicole questo momento deve essere tremendo e paradossale. Il vivere con dolore una situazione che verrà delegata a delle autorità esterne, che non saranno più di tanto toccate da essa, è assurdo eppure giusto.

E poi, ovviamente, il rapporto fra i due protagonisti è splendidamente trattato, accuratamente descritto. Nicole e Charlie non possono stare più insieme, ma tutto ciò che hanno condiviso è presente, è qualcosa di profondo che non può essere cancellato. La loro intimità va oltre il loro matrimonio, la conoscenza reciproca è forte e commovente. Ci sono momenti in cui essa esce, inaspettata, non voluta, ma presente, proprio come l’amore.

Non starò qui a scrivervi che Storia di un matrimonio sia un film leggero, perché non lo è: è angosciante, a volte pesante, difficile da digerire. Ma è bellissimo, è recitato talmente bene da non sembrare simulazione, scorre con facilità e coerenza. Quindi io lo consiglio caldamente, perché non sono poi tanti i film che parlano di amore senza retorica, senza eccessi, con uno sguardo così parziale ed imparziale allo stesso tempo.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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