American Hustle – L’apparenza inganna

David O.Russell dà vita ad un film folle, intricato, divertente nel suo essere parossistico.

La storia è quella di Edith e Irving, due truffatori provetti che vengono costretti dall’agente dell’FBI Richie DiMaso a collaborare con lui alla cattura di politici corrotti, in particolare del sindaco Carmine Polito, uomo di origine italiana con cui Irving entra in amicizia.

Uscito nel 2013, American Hustle è stato osannato dalla critica statunitense: 10 candidature agli Oscar, 10 ai BAFTA (3 premi), 7 ai Golden Globes (3 vinti), 13 ai Critics’ Choice (4 vinti), 90 punti su 100 sul Metacritic, testata online specializzata in recensioni.

Cos’è che ha reso questo film un successo unanime, cosa gli ha fatto ottenere il rispetto e l’ammirazione dei maggiori esperti del settore? A mio avviso il punto di forza del film consiste nell’intreccio dei rapporti fra i protagonisti, tutti collegati fra di loro attraverso relazioni complicate, problematiche, sempre al limite fra il vero ed il falso. L’amore di Edith per Irving sembra essere l’unica certezza all’interno della trama, con l’uomo diviso fra l’amante e compagna di truffe e la giovanissima moglie, Rosalyn, un personaggio allo stesso tempo superficiale, orgoglioso, furbo ed imprevedibile che diventa il vero fulcro del film. E poi c’è Richie DiMaso, l’agente dell’FBI accecato dall’ambizione, stracotto di Edith, che si finge presa a sua volta da lui.

Credo che la vera genialità del film sia lo spingere chi lo guarda a simpatizzare per i due protagonisti, che dovrebbero essere dalla parte del torto, a sperare nella loro realizzazione e nella loro storia: la loro bravura è ciò che colpisce, in netto contrasto con l’inettitudine e le manie di potere di alcuni federali. La morale di Irving ed Edith è arguibile, ma il loro fascino è fuori discussione.

Da applausi è il lavoro dei costumisti e del team trucco-parrucco: la moda anni ’70 è riproposta in modo da valorizzare gli attori, e che attori. La Edith di Amy Adams ha fascino, è sfuggevole, incantevole e sensuale, intelligente e passionale: Christian Bale è irriconoscibile nei panni di Irving, mentre Bradley Cooper dà una grande dimostrazione della parabola che porta il suo personaggio, l’agente DiMaso, a passare da agente brillante a uomo privo di lucidità e accecato dalla volontà di vittoria. Ma la migliore resta una Jennifer Lawrence eccezionale: svitata, aggressiva, fragile, tanto curata esteriormente quanto disordinata interiormente, la sua Rosalyn è irresistibile.

American Hustle guadagna in ritmo e sviluppo dei personaggi col passare del tempo, finendo per essere un crime drama di livello medio, ma con una costruzione delle parti e delle relazioni impeccabile.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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