La vita è bella, di Roberto Benigni

analisi di quello che è forse il più grande capolavoro del cinema italiano

Può un film essere estremamente pieno di gioia, allegro, colmo di leggerezza, sagace e poi trasformarsi in una pellicola dai toni scuri, pesante e difficile da guardare? Sì, può. E in questo caso, il caso de La vita è bella, lo fa molto bene, perché nella prima parte sono presenti tanti particolari che giustificano la seconda.

La vita è bella è prima di tutto la sua musica, quella famosissima colonna sonora che è valsa l’Oscar a Nicola Piovani: una melodia che ha tutte le caratteristiche del film e del suo protagonista: è leggera, sognatrice, dolce e allo stesso tempo malinconica, e trasuda amore per la vita e per le cose belle della vita.

Questa magistrale opera è la storia di Guido Orefice, toscano di origine ebraica che si trasferisce dallo zio ad Arezzo dove, lavorando inizialmente come cameriere, riesce ad aprire la cartolibreria dei suoi sogni, a sposare la donna di cui si innamora appena trasferitosi in città e ad avere da lei un bambino, il piccolo Giosuè. Ma siamo in Italia, e sono gli anni ’40. E l’antisemitismo già imperante ad inizio film e smentito dall’ottimista Guido diventa una persecuzione disumana, che porta alla deportazione nei campi di concentramento di Guido, Giosuè e Dora, la quale, pur non essendo ebrea, decide di andare per stare vicina alla propria famiglia.

Inizia qui la seconda parte, in cui gli orrori dei campi di sterminio sono per lo più raccontati più che mostrati. Proprio questa scelta rende ancora più difficile digerire la visione del film: sapere ciò che accade a quelle persone, ciò che è realmente accaduto nemmeno tanto tempo fa, è angosciante e tremendo.

La vita è bella ha il valore di dare la memoria storica dell’Olocausto, uno dei momenti più bui della storia dell’umanità, ma, parlandone con mia madre, ho capito che il vero fulcro della storia è l’amore, l’amore che spinge Dora a scegliere di sposare Guido andando contro il volere della propria famiglia, l’amore che Guido dimostra proteggendo il figlio in tutti i modi, allontanandolo come meglio può dal dolore, tenendoselo accanto, rischiando la propria vita per lui.

Roberto Benigni, inutile dirlo, ha fatto un lavoro egregio sia come regista e sceneggiatore che come attore, venendo lodato dalla critica internazionale per la capacità di creare dialoghi irresistibili, di dar vita ad una storia struggente ed emozionante. La moglie Nicoletta Braschi, che interpreta Dora, sembra a tratti rigida, ma si trasforma in interprete straordinaria in alcune scene, come quella in cui piange ascoltando la musica scelta da Guido nel campo di concentramento.

Questo film non è un’opera facile da guardare e ci si chiede se il titolo, che Benigni ha scelto prendendo spunto, tra gli altri, da Primo Levi, sia adeguato: Guido non si arrende mai alla tristezza e alla sconfitta, lotta sempre per la felicità, ma nell’animo dello spettatore resta impressa la consapevolezza che quello che è successo sia una cicatrice sempre pronta a sanguinare.

Il film è stato il più grande successo italiano a livello internazionale di sempre, con oltre 230 milioni di dollari incassati, e ha trionfato a livello di critica, vincendo ogni sorta di premio, tra cui:

  • 9 David di Donatello
  • 5 Nastri d’argento
  • Il premio Goya al miglior film europeo
  • Il premio César al miglior film straniero
  • 4 Globi d’oro
  • 1 BAFTA

La vita è bella ha inoltre ottenuto 7 candidature ai premi Oscar, vincendo 3 statuette: miglior attore protagonista a Roberto Benigni, miglior film straniero e miglior colonna sonora a Nicola Piovani.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: