Un anno di libri: Harvard Square, di André Aciman

“Una lettera d’amore a chiunque desidera trovare il proprio posto nel mondo.”

Questa descrizione, data dal Washington Post è decisamente la più calzante e quella che mi ha fatto più riflettere, fra quelle che ho letto riguardo a Harvard Square, romanzo di quell’ André Aciman famoso per aver scritto quel piccolo capolavoro che è Chiamami col tuo nome, il cui seguito, Cercami, è da poco uscito nelle librerie di tutto il mondo.

Harvard Square (2013)

Harvard Square è un libro da leggere se si apprezzano le caratteristiche del suo autore: in tutti i romanzi di Aciman che ho letto ho potuto vedere lo stile dell’autore, il suo modo di raffigurare i personaggi, il suo interesse nel rappresentare le relazioni che tali personaggi intessono gli uni con gli altri con realismo e sensibilità, senza retorica e con una idealizzazione cosciente.

Ciò che colpisce della scrittura di Aciman è proprio la forte presenza dell’autore nel romanzo: il libro in questo caso non è un elemento artistico distaccato dalla penna che lo ha scritto, bensì un’espressione dell’animo del suo autore.

Harvard Square potrebbe essere visto come un romanzo di formazione, ed in parte lo è. Il protagonista compie una crescita, avviene in lui un cambiamento, che è più che una mutazione una presa di coscienza di sé. Il romanzo è affascinante proprio perché esplora l’interiorità di questo giovane uomo nel suo essere un outsider, originario di Alessandria d’Egitto, dottorando in una delle più antiche e prestigiose università del mondo. La sua storia si intreccia con quella di Kalaj, tassista tunisino tremendamente loquace e sicuro di sé. Fra i due si instaura un rapporto complicato di amicizia e fiducia, che però porta il primo a dover confrontarsi con se stesso, con la propria volontà di affermazione, con il desiderio di conformarsi ad una realtà a cui sente di non appartenere de tutto, con le proprie ambizioni e le proprie paure e con la consapevolezza di trovarsi bene nella realtà suburbana in cui si addentra con Kalaj.

Harvard Square non è un romanzo facile da leggere, non è stato scorrevole per me, ma posso assicurare che, come ogni libro di André Aciman, non è un’esperienza sterile: questa è la storia di qualcuno che è alla ricerca di sé: è la storia di ciascuno di noi, e per questo non può non interessare.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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