Un anno di libri: Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde

Un ritratto è ciò che compie Oscar Wilde, uno dei migliori scrittori nonché uno degli autori dalla personalità più interessante della storia della letteratura inglese. L’unico romanzo di Wilde ha la caratteristica di essere incredibilmente attraente ed assume una connotazione apparentemente puntata all’estetismo, ma che è in realtà in modo geniale la compresenza di un’arte votata all’arte, quindi fine a se stessa, e di un’arte che abbia invece uno scopo che va al di là dell’estetismo.

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Il ritratto di Dorian Gray ha proprio nella sua polivalenza il punto di forza maggiore. Il romanzo può essere visto, ovviamente, come una critica alla ossessione per le apparenze, all’associazione della bellezza e della giovinezza alla purezza, alla falsità delle relazioni che non hanno fondamento sulla verità, su una profonda conoscenza reciproca. Tuttavia, soprattutto attraverso i dialoghi in cui interviene Lord Henry, intrigante Pigmalione di Dorian, viene fuori la capacità straordinaria di Wilde di saper apprezzare e valorizzare come pochi altri la bellezza, la bellezza delle cose, dei paesaggi (si pensi alla descrizione iniziale dello studio di Hallward), delle persone.

Il ritratto di Dorian Gray è uno dei pochi libri che creano turbamento e ammirazione allo stesso tempo, che catturano sia per lo stile e la capacità dello scrittore di creare delle immagini mentali vivide e realistiche, che per il contenuto, l’intrigante storia di un bellissimo giovane che rinuncia alla propria innocenza e nobiltà d’animo per mantenere in eterno la bellezza.

Il dipinto diventa un elemento di grandissimo interesse, perché esso è presente nel romanzo come elemento concreto, ma è anche metafora dell’interiorità di una persona. Come il dipinto rimane nascosto nella soffitta, così ciò che una persona porta dentro può restare celato, e può essere celato volontariamente ed entrare così in dissonanza con l’immagine che viene trasmessa agli altri. Il quadro inoltre alla fine ritorna giovane: questo non significa solo che il patto di Dorian è rotto, ma è un manifesto di come l’arte sia destinata ad essere eterna e a sopravvivere all’uomo, la cui bellezza sfiorisce ed il cui tempo è limitato.

Il ritratto di Dorian Gray è un libro gotico, inseribile sia nella tradizione romantica che in quella decadente, in cui i personaggi portano quasi tutti una maschera, ma nonostante questa loro forte caratterizzazione non perdono il proprio fascino e la propria complessità. Un romanzo da leggere assolutamente, un capolavoro senza tempo.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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