I Governors Awards 2019 aprono la stagione dei premi cinematografici

E pongono tanta attenzione al problema dell’uguaglianza e dell’inclusività

Giunti alla undicesima edizione, i Governors Awards, i premi alla carriera annualmente conferiti dall’Academy, hanno aperto la stagione dei premi cinematografici.

Una serata splendida per tutti i cinefili, come me, che hanno potuto vedere non solo i premiati, ma anche numerose stelle del cinema presenti per assistere alla cerimonia. E gli invitati non possono che essere i principali indiziati per la corsa agli Oscar 2020.

Premettendo che prossimamente farò i miei pronostici per quanto riguarda la stagione dei premi, la serata organizzata dall’Academy ha confermato quanto finora detto dai giornali e dai blog. Fra le attrici e gli attori erano infatti presenti una splendida Jennifer Lopez (Hustlers), Saoirse Ronan (Piccole Donne), Scarlett Johansson (Storia di un matrimonio, Jojo Rabbit), Laura Dern (Storia di un matrimonio, Piccole Donne), Charlize Theron (Bombshell), Renèe Zellweger (Judy), Eddie Murphy (Dolemite Is My Name), Adam Driver (Storia di un matrimonio), Leonardo DiCaprio (C’era una volta a… Hollywood) e Taron Egerton (Rocketman).

Tematica messa in luce più e più volte durante la serata è stata la questione della disparità di genere, che colpisce in modo evidente anche l’industria dello spettacolo, questione fondamentale, soprattutto adesso che molti governi stanno cercando di riportarci indietro anziché andare avanti nella già di per sé ancora lunga strada verso l’uguaglianza.

A questo proposito è intervenuta una splendida Geena Davis, presentata da Tom Hanks e premiata con l’Oscar umanitario Jean Hersholt proprio per il suo impegno, per aver cercato di ottenere una parità di genere. L’attrice ha sottolineato la forte disparità fra attori e attrici non solo per quanto riguarda il salario, ma anche e soprattutto per la presenza stessa di personaggi femminili nei lungometraggi:

L’81% dei personaggi dei film che hanno un buon lavoro sono uomini[…]

In altre parole […] abbiamo reso il fittizio, dove siamo noi a scegliere cosa fare, peggiore di una realtà già di per sé tremenda[…]

Una delle vie più veloci per ottenere la parità di genere, secondo me, è prendere le sceneggiature che avete già scritto e rendere i personaggi, protagonisti o meno, donne, in modo da avere personaggi femminili non stereotipati[…]

Geena è stata recentemente assunta dalla Disney per controllare che nelle prossime sceneggiature non ci siano forti disparità nella presenza e nella caratterizzazione dei personaggi. Un Oscar assolutamente merito per lei che, nel mio cuore, è sempre stata un’icona di uno spirito femminista e libero da quando ho visto quel piccolo capolavoro che è Thelma & Louise(1991), che la stessa Davis ha citato nel suo discorso come momento di svolta nella sua carriera d’attrice e nel suo essere donna in un settore dominato da uomini.

L’importantissimo discorso di Geena Davis

Sulla stessa linea è stato lo splendido discorso con cui Greta Gerwig e Jane Campion hanno reso un tributo a Lina Wertmuller, regista italiana insignita dell’Oscar alla carriera. La giovane e talentuosa statunitense (regista e sceneggiatrice dell’attesissimo Piccole Donne e candidata a due Oscar nel 2018 come regista e sceneggiatrice di Lady Bird ) e l’esperta neozelandese hanno posto l’accento sul grande talento della Wertmuller e su come, per quanto riguarda la direzione dei grandi prodotti cinematografici Hollywood sia ancora molto maschilista: solo 5 donne sono state candidate all’Oscar alla miglior regia, a fronte di 350 uomini. I numeri parlano da soli.

Greta Gerwig e Jane Campion

Ad introdurre la Wertmuller è stata Sophia Loren, che alla fine di un sentito discorso in inglese l’ha invitata sul palco con un “vieni ‘cca Lina” a dir poco memorabile. Così come memorabile è stata l’accettazione del prestigioso riconoscimento da parte della regista 91enne, in un palco tutto italiano, stretta fra la figlia Maria e una Isabella Rossellini interprete d’eccezione. Ironica (fa le corna sul palco perché il viola del vestito della Rossellini “porta male”), seria (“perché non esiste un Oscar femmina? Dovrebbe chiamarsi Anna”) con la voce roca e i caratteristici occhiali bianchi Lina ha conquistato la numerosa platea, ritirando un premio “assolutamente meritato” come sottolineato dalla Loren.

La fantastica Lina Wertmuller

Premiati anche David Lynch, famosissimo regista e sceneggiatore con quasi 50 anni di carriera alle spalle, e Wes Studi, interprete di alcuni classici come Balla coi lupi(1990), L’ultimo dei Mohicani(1992) e Avatar(2009).

La stagione delle grandi cerimonie è iniziata, e con la luce sta tornando a splendere sui coloro che rendono grande l’arte che amiamo.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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