Il diritto di contare

e la forza di andare oltre

Uscito nel 2016, Hidden Figures (Il diritto di contare) è una bellissima commistione di memoria storica, testimonianza personale, biografia e strumento di riflessione su tematiche politico-sociali.

La storia è quella di Katherine Goble Johnson, donna nera, vedova quarantenne con 3 figlie piccole che lavora come matematica presso la NASA. Insieme alla storia di Katherine, realmente esistita e tuttora tra noi (questa coraggiosa donna ha compiuto 101 anni la scorsa estate), il film segue le vicende delle amiche del cuore di questa, Mary Jackson e Dorothy Vaughn, anch’esse lavoratrici alla NASA negli anni ’60.

Il film è una fondamentale testimonianza storica del clima di fortissima competizione caratteristico dell’epoca della guerra fredda che vedeva USA e URSS in una continua ricerca atta a superare se stessi ed a mettere in allarme l’altro. La pellicola inizia nel 1961, l’anno del primo viaggio dell’uomo nello spazio, l’anno in cui mandando Yuri Gagarin verso le stelle l’Unione Sovietica dimostrava di aver superato i rivali.

Ma oltre alla buona contestualizzazione storica di carattere internazionale, il film si sofferma anche sulle grandi problematiche interne degli USA, in particolare sulla difficilissima situazione in cui si trovano a dover vivere le tre protagoniste, donne afroamericane in una società incredibilmente sessista e razzista. Attraverso alcuni dettagli, come i bagni divisi fra neri e bianchi, come la caffettiera per coloured people fatta mettere dai colleghi di Katherine esclusivamente per lei, unica donna nera in mezzo a decine di uomini bianchi, la regia ci rende partecipi di una situazione assurda, del clima di insopportabile disparità e disprezzo in cui la popolazione nera era costretta a vivere.

La regia è senza dubbio più che promossa: Theodore Melfi, che fino ad allora si era quasi esclusivamente dedicato ai cortometraggi, è non solo il direttore, ma anche lo sceneggiatore e parte del team di produzione della pellicola. Punta di diamante un cast davvero buono: Taraji P. Henson è la tranquilla e geniale Katherine, Octavia Spencer (candidata all’Oscar alla migliore attrice non protagonista 2017) è Dorothy, che aspira al ruolo di responsabile del proprio settore, Janelle Monàe è una bellissima e scatenata Mary Jackson, determinata a divenire ingegnere nonostante tutte le ingiustizie che deve subire. Ci sono anche i due volte premio Oscar Mahershala Ali e Kevin Costner, una algida Kristen Dunst, Jim Parsons (The Big Bang Theory) e Glen Powell (Scream Queens).

Il film è una fonte di ispirazione continua: vedendo queste tre donne lottare con coraggio per ottenere ciò che vogliono e meritano, superando le difficoltà grazie ad un instancabile ottimismo ed al loro forte legame, vi farà essere orgogliosi di un genere umano che se è costituito spesso da egoisti, ipocriti, arrivisti ha anche al suo interno persone straordinarie capaci di cambiare le cose grazie al proprio talento ed alla propria forza di volontà.

Candidato all’Oscar come miglior film e miglior sceneggiatura non originale, il film è stato giustamente applaudito dalla critica e, insieme a The Help(2011) Moonlight(2016) e BlacKKKlansman(2018) è entrato a far parte del grande cinema contro la discriminazione razziale dell’ultimo decennio.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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