Il 2019 è l’anno del ritorno pop (e non è ancora finito)

Dopo anni di magra il 2019 è stato e sarà ricco di soddisfazioni per gli amanti della pop music

Dopo anni in cui ha dominare le classifiche, le radio e soprattutto ad essere presenti in gran numero sono stati gli artisti latinoamericani, rap e pseudo rap, il 2019 è stato l’anno del ritorno della musica pop: tutti (o quasi) i principali esponenti del genere hanno prodotto nuova musica, estremamente eterogenea ed in diverse forme, ma finalmente di grande qualità.

La prima in ordine di tempo è stata Ariana Grande, con la pubblicazione del suo quinto album in studio thank u, next, contenente le hit 7 rings, break up with your girlfriend, I’m bored e thank u, next, ma anche pezzi melodici come needy, una delle mie tracce preferite. Ma l’attività di Ariana non si è fermata all’album: oltre al mega tour di enorme successo e all’esibizione al Coachella, Ari ha rilasciato il singolo boyfriend e cantato e prodotto la colonna sonora delle Charlie’s Angels, Don’t Call Me Angel, splendida collaborazione con Miley Cyrus e Lana Del Rey.

Poi è stata la volta dei Jonas Brothers, che sono ritornati a suonare insieme dopo più di 6 anni di carriera da solisti, e lo hanno fatto con un grande comeback: Sucker, il singolo di apertura dell’album Happiness Begins, ha raggiunto la vetta della classifica e dato visibilità al gruppo, visibilità secondo me meritata. Il loro è un pop leggero, con tendenze pop-rock e le voci di Nick e Joe insieme funzionano più che bene.

Fra aprile e giugno ha catalizzare l’attenzione è stato il nuovo progetto discografico di Madonna, Madame X , che ha segnato il ritorno sulle scene della regina del pop dopo 4 anni dalla sua ultima fatica. In realtà è difficile inquadrare questo disco in un unico genere musicale: esso è infatti un album sperimentale, che abbraccia molte sonorità differenti. C’è il fado, musica portoghese, c’è la musica tradizionale capoverdiana, come in Batuka, c’è qualcosa di più vicino al pop vero, come Crave, c’è musica latina, come nel duetto con Maluma, Medellìn. Nonostante la difficoltà che si può avere nell’approcciarsi ad una tale spaziatura di sonorità, Madame X è a mio parere uno dei migliori album dell’anno: è un album impegnato, composto da canzoni con testi intelligenti, che fanno riferimento alla situazione sociale e politica contemporanea, un album all’altezza delle qualità di Madonna.

Completamente opposta alla musica di Madonna, ma non per questo meno bella, è stata quella di Taylor Swift, tornata dopo un anno e mezzo con un album, Lover, pieno di belle canzoni, e con video estremamente ben pensati e realizzati magnificamente. Lover è uscito a fine agosto e ha già venduto mondialmente oltre 3 milioni di copie.

Altro album degno di nota è quello di Ed Sheeran, No.6 Collaborations Project: il disco è un progetto interessante, composto da 15 brani composti in collaborazione con artisti appartenenti ai più svariati generi musicali, e si propone come la prosecuzione dell’EP No.5 Collaborations Project, pubblicato nel 2011. Il primo singolo estratto dal No.6 è I Don’t Care, con Justin Bieber, che a me è piaciuto parecchio, ma la vera forza dell’album sta nella presenza di cantanti di un certo livello nel proprio genere, come Bruno Mars o Cardi B.

Importante è stato invece il ritorno di Miley Cyrus. La nuova era di Miley è iniziata lo scorso novembre con Nothing Breaks Like A Heart, singolo in collaborazione con Mark Ronson. All’epoca Miley mi convinse subito moltissimo: NBLAH è una canzone politica, una canzone pop-country sui problemi dell’attualità, come è mostrato nel video. Dopo una pausa di qualche mese, Miley ha quindi pubblicato il suo secondo EP, She Is Coming, la cui unica traccia davvero convincente è Mother’s Daughter, un’altra canzone socialmente impegnata, con tanto di video a impronta femminista e pro aborto, e omaggio nei confronti di Britney Spears e del suo celebre outfit rosso nel video di Ops… I Did It Again!

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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