Madonna

un’analisi (sicuramente troppo) approfondita

Con colpevole ritardo, proseguo nella scia dei festeggiamenti dei personaggi di maggior spicco del mondo dello spettacolo, parlando oggi di Madonna Louise Ciccone, che lo scorso 16 Agosto, una settimana esatta fa, ha compiuto 61 anni. Un’occasione per parlare un po’ di quello che secondo me rappresenta colei che è una delle artiste di maggior successo dell’industria musicale.

Le cose che ammiro più di Madonna sono il suo carisma e la sua forza : una volta Mick Jagger disse “Madonna: un bicchiere di talento in un mare di ambizione” e, pur non condividendo in tutto questa espressione, parlando con amiche mi sono reso conto di come Mick abbia colto l’essenza di Madonna. La sua voglia di arrivare le ha permesso di affermarsi e la decisione del suo carattere le ha consentito di essere coerente con se stessa pur cambiando molto nell’arco di decenni.

Arrivata con pochi dollari a New York a 19 anni, Madonna ha avuto una formazione da ballerina, studiando danza, facendo i lavori più disparati per mantenersi e dormendo sul divano di un’amica per un periodo.

Il 1982 è l’anno della svolta: Madonna inizia ad incidere il suo primo, omonimo, album, ma il vero successo arriva con Like a Virgin, nel 1984, capace di arrivare al primo posto nella classifica Billboard e di far arrivare ai cuori di milioni di persone un nuovo personaggio e un nuovo modo di fare musica pop.

A livello di successo e fama è impressionante ciò che Madonna ha costruito : una carriera lunga quasi quattro decenni, da assoluta dominatrice degli anni ’80 e ’90, capace di vendere oltre 300 milioni di dischi nel mondo e di avere ben 38 hit da top ten.

Ma ciò di cui mi interessa parlare è il livello artistico dei suoi progetti, discografici e non, premettendo che non sono ferratissimo sulla sua carriera da attrice, ma che sono curioso di scoprirla.

Madonna ha fatto la storia della musica pop con pezzi secondo me iconici, passando dal pop leggero di Like a Virgin (1984) appunto, il cui video è ambientato a Venezia, di Borderline (1983), di Open Your Heart (1986) a quello più impegnato di Like a Prayer (1989), secondo me un piccolo capolavoro.

Proprio con Like a Prayer ha dimostrato di saper raccontare una storia attraverso un video, di dare un background sociale, culturale, alla propria musica, cosa che ha saputo riproporre meravigliosamente nel suo ultimo album, Madame X.

Vogue (1990) e Material Girl (1985) sono omaggi splendidi alla cultura pop che sono a loro volta diventati parte della cultura pop, così come Hung Up (2005), singolo di Confession On The Dancefloor, ultimo enorme successo sia a livello di critica che di ritorno commerciale, che parte sulle note degli ABBA.

Express Yourself (1989) è un potente inno ad essere se stessi, e ad essere fieri di essere se stessi, cosa mai troppo sottolineata.

Ma la vera forza di Madonna, come abbiamo già detto, è la sua capacità di reinventarsi mostrandosi però sempre convincente, credibile in ogni veste.

Abbiamo così canzoni più dance come Into The Groove (1985), Music (2000), Sorry (2005) e altre latine come La Isla Bonita (1987) e la recente Medellìn (2019).

Madonna ha mostrato spesso di essere un’artista completa: cantautrice, ballerina, produttrice, performer straordinaria (si pensi a Vogue agli mtv VMA del 1990, a Sooner Or Later agli Oscar del 1991, all’iconica Hollywood con Britney e Christina agli mtv VMA del 2003), attrice (ha vinto un Golden Globe per la miglior interpretazione per Evita nel 1997) ma anche regista e scrittrice, filantropa e splendida femminista.

Una persona e una personalità soprattutto da ammirare: lunga vita alla Regina (del Pop).

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: