The Circle

E un altro scenario distopico inquietante

Ho visto questo film quando uscì al cinema, nel 2017, e rivedendolo recentemente ho apprezzato di più il modo attraverso cui immerge noi spettatori in un clima di angoscia, facendoci rendere conto di come ciò che è rappresentato non è poi tanto distante dalla nostra realtà.

The Circle è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Dave Eggers, pubblicato nel 2013, che non ho letto, ma che secondo me potrebbe essere utile anche per la comprensione del film.

La storia è quella di Mae Holland, una ragazza che lavora come centralinista, guadagna poco e non riesce a trovare i soldi necessari a comprare le cure per il padre, malato di sclerosi multipla.

Un giorno Mae riesce ad entrare nella potente società di The Circle, un’azienda d’alto livello tecnologico che basa la propria attività sul controllo del proprio personale, sul feedback dato da coloro che usufruiscono dei suoi servizi e su un ideale di assoluta trasparenza.

La cosa che mi è piaciuta del film è il fatto che esso mostri l’ambivalenza della tecnologia: lo sviluppo tecnologico può permettere di ridurre la criminalità, di mantenere la sicurezza in diversi ambiti, di migliorare la ricerca medica. Allo stesso tempo, l’uso incorretto di tali risorse porta alla totale assenza della privacy, alla creazione di rapporti superficiali e alla volontà di controllo sule vite degli altri, di influenza sulle loro scelte.

Nel momento in cui Mae decide di usare durante tutto il giorno una telecamera attraverso cui è connessa a milioni di utenti il lato di internet che prevale è quello negativo: Mae perde ogni forma di privacy, non ha più tempo per rapporti reali, costruiti su una reciproca e profonda conoscenza, nonostante sia apparentemente la persona più seguita e apprezzata del mondo.

Mae cambia opinione su The Circle nel momento in cui, a causa di un esperimento fatto per mostrare come attraverso i miliardi di iscritti a The Circle sia possibile rintracciare chiunque, il suo grande amico Merces muore.

Il film ha senza dubbio ottime potenzialità, parte da uno spunto interessante e da quello che potrebbe essere visto come un quadro veritiero della contemporaneità, ma secondo me si perde un po’ sul finale, dove non è molto chiaro il messaggio che vuole essere trasmesso.

Mae incastra i due capi di The Circle, Bailey e Stenton, grazie all’aiuto di Keldan, il fondatore della società che si era poi distaccato da essa, rendendo pubblica la corrispondenza segreta fra i due, attraverso la quale dovrebbe emergere la loro volontà di controllare senza essere controllati.

Tuttavia non riesco a capire come dopo la sua esperienza Mae possa ancora essere a favore di una trasparenza e di un controllo così eccessivi. D’altra parte, ha compreso come la tecnologia, se sfruttata nel migliore dei modi, possa rivelarsi uno strumento potente attraverso cui migliorare le cose.

Per quanto riguarda gli interpreti, sono tutti sembrati adatti: Emma Watson è una delle mie attrici preferite, Tom Hanks ha reso bene l’uomo di potere che rivendica la democrazia assoluta quando in realtà non fa altro che presentare un altro tipo di tirannide, e Karen Gillan mi è piaciuta nella parte dell’amica invasata che recupera progressivamente la lucidità e il senso di realtà.

Insomma anche questo film merita di essere visto, se non altro per le buone intenzioni, per il suo tentativo di far riflettere su qualcosa di assolutamente contemporaneo e di molto importante.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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