She-Devil

e come Meryl Streep migliora ogni film

Sarà ripetitivo da parte mia dirlo, ma la qualità di un film dipende tanto dalla capacità degli attori di dare rilievo al personaggio rappresentato, di renderlo caratteristico e difficile da dimenticare.

Ho deciso di guardare questo film perché sentivo il bisogno di una commedia, di qualcosa di leggero e divertente. La trama non è niente di nuovo, ma il messaggio di fondo è giusto e mai eccessivamente ripetuto.

Ruth è una casalinga con due figli, grande ammiratrice dei romanzi rosa della scrittrice Mary Fisher, donna ricca e di successo. Ad un party il marito di Ruth, Bob Patchett, incontra proprio Mary e inizia con lei una relazione, che lo porterà a lasciare la moglie, accusandola di essere per lui di peso e di non avere nessuna qualità. Da qui Ruth, dapprima succube dei tradimenti e del comportamento del marito, decide di vendicarsi.

Ovviamente il lascito positivo del film non sta nel desiderio di vendetta, ma nella presa di posizione di Ruth, che si rende conto di avere un grande valore, di avere capacità, e di non avere bisogno di un uomo accanto per sentirsi completa.

Proprio per trasmettere ciò che ha capito su se stessa Ruth fonda insieme all’amica Hooper una società che si occupa di aiutare donne in difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro e a trovare gratificazione in ciò che fanno e in ciò che sono.

Il motivo per cui vi consiglio questo film consiste, come detto, nella prova delle attrici, partendo da Roseanne Barr, nel ruolo di Ruth, al suo debutto cinematografico, per arrivare a Linda Hunt (Hooper), che avevo visto solo nel ruolo di Henrietta Lange nel telefilm NCIS: Los Angeles.

E, ovviamente, lei, Meryl Streep, nel ruolo della bella e ricchissima Mary Fisher. Questo probabilmente è uno dei ruoli meno noti di Meryl, e anche per questo avevo curiosità nel vederla in questa veste. Come già detto, Meryl riesce sempre a colpirmi per la sua abilità di dare volto a personaggi diversissimi fra loro. In questo caso è riuscita perfettamente nella sua interpretazione di una scrittrice ambiziosa, amante del lusso e fortemente attaccata alla sua immagine, tanto da essere candidata ai Golden Globe del 1990.

Insomma il film non è di certo fra i miei preferiti, ma di sicuro non demerita, e come detto, c’è più di un motivo per cui dargli una possibilità.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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