Pretty Woman

Sono sempre stato affascinato da film che, come questo, sono diventati parte della storia del cinema, film cult che sono rimasti nell’immaginario collettivo e hanno portato una svolta nel genere o nella carriera di coloro che hanno lavorato nella produzione.

In questo caso siamo davanti alla seconda situazione: questo è il film che ha reso definitivamente (e giustamente) famosa Julia Roberts, allora 22enne, proponendo sul grande schermo una coppia, quella Gere-Roberts, che ha funzionato bene, tanto da essere poi riproposta quasi dieci anni dopo in Notting Hill.

La storia è quella di Vivian (Roberts), giovane prostituta che convive con l’amica Kit, anch’ella prostituta, e tossicodipendente, in una situazione economica precaria.

Una sera Vivian incontra il ricco uomo d’affari Edward Lewis (Gere), che rimane affascinato dalla ragazza tanto da decidere di proporle di passare con lui un’intera settimana e di accompagnarlo nei vari impegni durante la sua permanenza a Beverly Hills.

Il film è una commedia romantica certamente riuscita, non tanto per la trama, ma per diversi aspetti che lo hanno reso godibile.

Il primo di essi è il mostrare come la gente spesso si senta superiore agli altri solamente per il lavoro che svolge o per le condizioni economiche in cui vive. Esempio di questo è il modo con cui le commesse del negozio dove si reca Vivian la trattano, ma soprattutto come Philip, collega di Edward si comporta con Vivian. Il problema della prostituzione è trattato forse con troppa leggerezza in questo film, ma si può comunque vedere come, anziché essere aiutate, persone che vivono in condizioni difficili vengano spesso emarginate, maltrattate e abusate.

Un altro aspetto che mi è molto piaciuto del film è che esso riesca a mostrare come il rapporto dei due protagonisti porti entrambi a migliorarsi ed a pretendere per se stessi una vita migliore.

Se dovessi dare un unico motivo per cui guardare questo film tuttavia direi che la performance di Julia Roberts merita : è riuscita ad interpretare il personaggio in un modo tale da rendere difficile non entrare in empatia con Vivian, non voler conoscere la sua storia e sperare in un finale positivo per lei. Per questa interpretazione inoltre Julia ha ricevuto la sua seconda candidatura al Premio Oscar, nel 1991.

Ma sono molti i temi ed i personaggi che rendono questo film un must per gli appassionati del genere, come il direttore dell’albergo Barney Thompson (Héctor Elizondo), che tratta con rispetto Vivian e la aiuta e dicendo

E’ difficile lasciare andare qualcosa di così bello

dà ad Edward l’input per decidersi ad iniziare con Vivian una vera relazione, che è poi ciò che entrambi hanno sempre cercato.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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