Buon compleanno Meryl

auguri alla migliore attrice del mondo

Le parole icona, mito, leggenda, non bastano ad esprimere cosa significhi per me, e credo per molte altre persone di tutto il mondo, Mary Louise Streep, per tutti Meryl.

Nata il 22 giugno del 1949 a Summit, nel New Jersey, Meryl compie oggi 70 anni, e il minimo che possa fare è festeggiarla, dal momento che per me lei rappresenta la personificazione di quella meravigliosa arte che è la recitazione. Quando penso ad un’attrice, al ruolo di attrice, penso a Meryl, perché lei, come pochissimi altri nella storia del cinema, è riuscita a dare corpo a ogni sfaccettatura di questa vocazione. Passione, talento, esercizio, introspezione, sono solo alcune delle qualità che Meryl mette in campo nella rappresentazione di un personaggio, e sono quelle decisive, quelle che ti fanno stare tranquillo nel momento in cui decidi di guardare un film, perché sai che la sola presenza di Meryl nel cast basterà a renderlo valido.

La cosa che mi ha sempre catturato è la sua abilità di interpretare personaggi estremamente diversi da loro essendo capace di risultare credibile in ogni ruolo. Meryl può essere l’intransigente Miranda Priestly de Il diavolo veste Prada (2006) con uno sguardo severo, la fragile Florence Forster Jenkins di Florence (2016), la madre debole e apparentemente anaffettiva de La stanza di Marvin(1996), l’attrice tossicodipendente di Cartoline dall’Inferno(1990), ma anche l’appassionata Francesca de I ponti di Madison County (1995) o la strega di Into The Woods (2014).

Attraverso lo sguardo, il modo di camminare, l’espressione del volto, Meryl riesce a catturare l’essenza del personaggio e , cosa fondamentale per un artista, a comunicarla. Nei suoi film ha espresso dolore, gioia, determinazione, incertezza, dando figura e voce a donne forti, coraggiose, deboli, rassegnate e riuscendo anche a creare figure esilaranti come quella di Madeline Ashton ne La morte ti fa bella (1992).

Assoluta è anche la dedizione con cui Meryl si dedica al proprio lavoro, come è dimostrato dall’aver imparato accenti di svariate lingue, da quello polacco ne La scelta di Sophie (1982) fino a quello inglese usato per la sua interpretazione di Margaret Thatcher in The Iron Lady (2011).

E proprio attraverso film come i già citati The Iron Lady e Florence Meryl ha dimostrato di poter rappresentare sul grande schermo personaggi storici, come la leader delle suffragette Emmeline Pankhurst in Suffragette(2015) , la direttrice del Post Katherine Graham in The Post (2017), la scrittrice danese Karen Blixen in La mia Africa(1985) o l’attivista Karen Silkwood in Silkwood(1983).

Meryl ha dimostrato di essere un’artista completa ed eclettica: partendo dal teatro (ha ottenuto un Master of Fine Arts a Yale), è passata con successo per la televisione , vincendo 3 Emmy (e proprio alla televisione è tornata recentemente, nel ruolo di Mary Louise Wright nella seconda stagione di Big Little Lies) dimostrando di saper anche cantare molto bene soprattutto in Mamma mia! (2008), uno dei miei film preferiti in assoluto.

Meryl è entrata nel corso dei suoi oltre 40 anni di carriera nel firmamento delle grandi stelle di Hollywood, stregando pubblico e critica , come dimostrano i numerosissimi premi che ha ottenuto. Tra tutti i 3 Oscar vinti su 21 candidature ottenute (record), i 9 Golden Globes su 31 candidature (altro record), i 2 BAFTA, l’Orso d’Oro alla carriera e quello d’argento al Festival del cinema di Berlino, il Prix al Festival di Cannes, 2 David di Donatello, 2 SAGA e, soprattutto, il Kennedy Center Honours nel 2011, la più alta onorificenza per il mondo dello spettacolo negli Stati Uniti.

Per concludere questa forse fin troppo lunga lista di motivi per cui Meryl è una delle interpreti di maggior ispirazione per me, riporto le parole usate da Viola Davis per descriverla nella cerimonia di consegna del Cecile DeMille, il Golden Globe alla carriera, nel 2017:

Posso solo immaginarmi dove vai Meryl, quando sparisci dentro un personaggio. Immagino che tu sia dentro di loro, aspettando pazientemente, usando te stessa come un condotto, incoraggiandoli e guidandoli a esprimere se stessi, ad esporsi, a vivere […] Tu mi fai essere fiera di essere un’artista.

Per questo Meryl, grazie, e mille di questi giorni.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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